Comuni, sveglia!
Sep 22nd, 2008 • Categoria: Comuni, Comunicazione pubblica, Conti pubblici, Newsletter, Primo pianoPer l’analisi dei bilanci, si chiude il 30 settembre: ecco le città che rischiano l’esclusione
Per l’esercizio 2006 furono solo i primi quattro Comuni d’Italia – Roma, Milano, Napoli e Torino – a collaborare con Civicum per sottoporre i loro bilanci alla verifica di comprensibilità e chiarezza, diciamo pure di “trasparenza”, da parte degli esperti della facoltà di ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, guidati dal pro-rettore Giovanni Azzone. La ricerca venne presentata, con la presenza dei sindaci di Roma e Milano, Walter Veltroni e Letizia Moratti, nella bellissima Sala Buzzati della Fondazione del Corriere della Sera, messa cortesemente a disposizione dal presidente della Fondazione, Piergaetano Marchetti, e dall’amministratore delegato del Gruppo RCS, Antonello Perricone.
Per l’esercizio 2007, Civicum ha esteso gli orizzonti del suo programma, sollecitando la partecipazione dei Comuni di tutti i capoluoghi di regione e, in più, di alcune città che capoluoghi di regione non sono ma vantano un peso non trascurabile per popolazione e attività economiche. Non sarebbe stato opportuno tenerli fuori dalla ricerca, considerata la loro rilevanza nella vita nazionale: Si pensi a grandi centri come Catania e Messina in Sicilia, dove il capoluogo regionale è Palermo, o Brescia in Lombardia, dove il capoluogo regionale è Milano.
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Non sappiamo se arriveremo al totale di 28 bilanci, sul quale è stato dimensionato il programma 2008. Al momento, le documentazioni sono ancora in arrivo. Secondo una ricognizione fatta presso il Politecnico, alle ore 18 di mercoledì 10 settembre, la situazione era questa:
pervenute le documentazioni complete dei Comuni di ANCONA, AOSTA, BARI, BRESCIA, BOLOGNA, BOLZANO, CAGLIARI, GENOVA, MILANO, NOVARA, PERUGIA, TRENTO e VENEZIA; ancora incomplete le documentazioni di FIRENZE, L’AQUILA, NAPOLI, PALERMO, PESCARA, ROMA, SASSARI, TORINO e TRIESTE; non pervenute le documentazioni di CAMPOBASSO, CATANIA, CATANZARO, MESSINA, POTENZA e REGGIO CALABRIA.
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La risposta dei Comuni alla nostra iniziativa di estendere significativamente la verifica dei bilanci si sta rivelando – specialmente nelle città del Nord – più che positiva, segno che avanza la sensibilizzazione degli amministratori pubblici per un migliore rapporto – in termini di fiducia, chiarezza, comprensibilità, trasparenza e dunque di efficienza ed economicità – con i cittadini. Per i Comuni che non hanno ancora completato l’invio della documentazione dei loro bilanci e per quelli che non hanno ancora inviato nulla – specialmente dalle città del Sud – bisognerà capire le ragioni del ritardo. Un ritardo che, però, non potrà protrarsi ancora a lungo.
Ogni crescita paga un piccolo prezzo in termini di flessibilità organizzativa. Lo studio del Politecnico milanese è quest’anno di maggiore impegno, quindi di più lunga durata. Sia per il numero, notevolmente maggiore, dei bilanci da analizzare. Sia per le difformità di impostazione che alcuni di essi presentano, con l’effetto di non consentire una metodologia completamente standard. Per questo il lavoro di controllo e di analisi è già cominciato sui bilanci finora trasmessi al Politecnico di Milano dai Comuni più efficienti. Sappiamo che altri sono di prossimo arrivo, come hanno cortesemente comunicato gli uffici competenti dei Comuni interessati. Sappiamo anche che esistono, in qualche caso, obiettive difficoltà di inoltro per ritardata approvazione o per altri motivi.
Ma dobbiamo raccomandare a quei Comuni, che non abbiano ancora mandato il loro bilancio consuntivo per l’esercizio 2007, di affrettarsi. Non hanno più molto tempo per partecipare. Il termine ultimo per la consegna dei bilanci al Politecnico scade infatti al 30 settembre. I bilanci che dovessero arrivare dopo tale data saranno a malincuore esclusi dalla analisi. Non per fiscalismo burocratico, ma per ineludibili esigenze tecniche. Il Politecnico è impegnato a chiudere lo studio a metà novembre e mancherebbe il tempo per verificare i bilanci ritardatari.
Dunque: sveglia, assessori e sindaci dei Comuni ritardatari. Desterebbe profondo rammarico e offrirebbe fondate ragioni di perplessità l’esclusione dalla prima grande parata della trasparenza dei conti pubblici di Comuni di grandi tradizioni e di gloriose città. Soprattutto fra i loro cittadini, ai quali gli amministratori civici avrebbero qualche spiegazione in più da fornire.
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