CIVICUM

CITTADINI E ISTITUZIONI INSIEME PER UNO STATO PIU’ EFFICIENTE

Toh, non c’è l’archivio dei crack comunali!
di VITTORIA FERRARIS

Sep 26th, 2008 • Categoria: Newsletter, Primo piano

Il caso Catania insegna: ripianamenti senza effettivo controllo di spesa e tutto rimane come prima

Da diverse settimane campeggia sui giornali il caso del Comune di Catania. Esaurite le risorse, Il Comune non è più in grado di pagare i fornitori. Tra le conseguenze immediate: problemi di sicurezza, dovuti all’interruzione del servizio di illuminazione pubblica, problemi di igiene, legati alla sospensione dei servizio della pulizia della città. Mentre i giornali dibattono sulla questione salvataggio-sì e salvataggio-no della municipalità etnea, nessun giornale cita che qualche anno fa lo stesso Comune aveva deciso di animare l’estate cittadina con un ricco programma di intrattenimenti culturali. A stagione terminata, l’amministrazione catanese temporeggiava eccessivamente nel pagamento dei fornitori e l’episodio finì con il palesare una situazione allarmante: non vi erano soldi, né per gli artisti, né per altri fornitori.
All’epoca la situazione fu salvata in extremis grazie ad un intervento di “matrice politica”. Ma a che pro fu salvata Catania dal dissesto allora, se a pochi anni di distanza la situazione si ripresenta immutata nella stessa inquietante prospettiva? Il salvataggio fu accompagnato da un piano di rientro che imponesse all’amministrazione interventi coraggiosi, pari di quelli dovuti in caso di dichiarazione di dissesto finanziario? Quale credibilità può sperare di mantenere il Patto di Stabilità per i Comuni, se i casi di amministrazioni in evidente difficoltà vengono ripianati senza porre paletti precisi, in grado di evitare decisioni disallineate con l’emergenza finanziaria (come, ad esempio, la concessione di premi di produzione ai dirigenti del Comune per un totale di circa un milione di euro; caso sul quale la Procura della Repubblica di Catania ha aperto un indagine conoscitiva)?
Sembra esserci un “vuoto di procedura” per i Comuni che incorrono in un rapido deterioramento delle finanze ma che non sono ancora giunti alla fase di dichiarazione di dissesto finanziario. I parametri di equilibrio finanziario, che ogni Comune deve pubblicare con il rendiconto, rispondono all’esigenza di segnalare le difficoltà esistenti; ma non basta. L’analisi della Corte dei Conti è fondamentale per capire il tipo di problema gestionale che l’amministrazione incontra. Tuttavia, una volta identificato il problema, come si procede? La predisposizione di un processo e di strumenti di intervento non permetterebbe forse di limitare le ingerenze politiche “caso per caso”, garantendo maggiormente il successo di ripiano preventivo? Dal nostro punto di vista è un aspetto importante per un Paese che si appresta a ripensare un modello federalista rimasto sostanzialmente incompiuto.
Anni fa mi interrogai sull’esistenza di statistiche storiche dei dissesti finanziari dei Comuni. Mi rivolsi al Ministero dell’Interno per conoscere quali e quanti Comuni hanno dichiarato il dissesto negli ultimi 30 anni, a quanto ammontava la massa debitoria e quanti anni erano necessari per il ripiano ovvero per il pagamento di tutti i creditori. Purtroppo la mia curiosità non fu mai soddisfatta. L’assenza di informazioni riguardanti questo aspetto specifico è un fatto unico Europa e contribuisce in maniera cruciale a impoverire l’immagine della nostra pubblica amministrazione e a rinforzare, se necessario, la sensazione di un’opacità voluta e imperante. Eppure rimaniamo convinti che tali dati dovrebbero essere facili da elaborare e che la loro pubblicazioni non arrecherebbe alcun danno.

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  1. Solo oggi sono venuto a conoscenza di CIVICUM e di questo articolo. Le vorrei sottoporre un mio dubbio. Poiché abito a Catania, conosco il seguito della storia.
    Nonostante il Sindaco non ha chiesto di pagare la tassa sulla spazzatura, non ha venduto i terreni accanto all’aeroporto (da cui poteva ricavare 18 milioni ), senza aver ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti la rimodulazione del debito, senza ancora aver avuto i soldi dell’Ici, senza aver ricevuto i famosi 140 milioni, ha trovato i soldi per pagare gli stipendi di Ottobre ai comunali, tacitare quelli della spazzatura, le coop sociali ecc. ed ha trovato anche i soldi per cominciare a risolvere il problema dell’illuminazione. Come è stato possibile ? Non è che era tutta una sceneggiata orchestrata per vincere le resistenze della Lega e compagni ed ottenere la leggina ad hoc che gli permetteva di sanare i buchi di bilancio del 2003 e 2004 altrimenti in nessun modo sanabili, senza dover dichiarare il dissesto ? Ci hanno tenuto al buio, hanno sputtanato Catania a livello nazionale per questo ?

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