CIVICUM

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Per Catania paghiamo ma non possiamo vedere i conti

Oct 15th, 2008 • Categoria: Newsletter, Primo piano

Studio dei bilanci: come dal Comune etneo, nessun riscontro neanche da Catanzaro, Messina e Reggio Calabria. Solo Palermo fa sperare per novembre

Storie di Comuni e di bilanci. Seguiamo passo per passo la consegna della documentazione dell’analisi dei bilanci, a cura del dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, perché anche questa cronaca di backstage costituisce una piccola testimonianza di metodi, prassi e in definitiva costumi.

Avevamo segnalato nell’ultima newsletter che i bilanci di pochi Comuni su 27 non saranno analizzati a causa della incompletezza o completa mancanza della documentazione alla data della scadenza di consegna, fissata per motivi tecnico al 30 settembre 2008. Ora diamo - caso per caso - qualche particolare in più, alla luce degli aggiornamenti forniti l’8 ottobre dagli esperti del Politecnico e sempre nell’ottica di includere nella ricerca, se appena possibile, anche i ritardatari.

CAMPOBASSO. Bilancio e stato patrimoniale 2007 non sono stati ancora approvati. Il referente incaricato del Comune ha fatto sapere che la documentazione sarà disponibile a metà novembre, intanto è stato promesso l’invio di bilancio e stato patrimoniale 2006. Si spera, e si faranno tutti gli sforzi, ma non si garantisce che si faccia ancora in tempo per l’analisi.

CATANIA. Completo black out, come nelle strade cittadine nelle quali - hanno riferito le cronache - era stata sospesa l’illuminazione civica per mancanza di soldi. Dal Comune etneo non è mai pervenuta alcuna risposta: mancano il bilancio consuntivo e lo stato patrimoniale 2006, il bilancio consuntivo e lo stato patrimoniale 2007, nessuna comunicazione è stata inviata per formulare l’ipotesi di un aggiornamento ritardatario in questo mese di ottobre. Bisogna dedurre che è precisa volontà del Comune di Catania di non partecipare alla ricerca, in altre parole: di non far analizzare i suoi conti. Ne ha tutto il diritto. Ma i cittadini catanesi e anche tutti gli italiani hanno a loro volta il diritto di domandarsi pubblicamente: perché? Domanda retorica, dal momento che è largamente nota la situazione economico-finanziaria in cui versa il secondo Comune della Sicilia. Ma anche domanda doverosa: alla fin dei conti è con i soldi di tutti noi contribuenti che il governo ha stanziato qualche mese fa un trasferimento straordinario di 140 milioni di euro al Comune di Catania, per cominciare a ripianare un debito complessivo di 357 milioni di euro. Se siamo chiamati tutti al soccorso di Comune naufrago, possiamo almeno capire - non altro si chiede - come e perché si è fatto il buco? E’ una questione di sensibilità, e di rispetto per i catanesi e per gli italiani, che evidentemente non è condivisa. Ne prendiamo atto.

CATANZARO. Neanche il Comune di Catanzaro gradisce l’analisi dei propri bilanci da parte del Politecnico di Milano, per conto di Civicum. Forse neanche il Comune di Catanzaro ha realizzato che Civicum non fa analizzare i bilanci comunali per uno “sfizio” dei suoi dirigenti, volontari, sostenitori e amici e per leggerseli intorno al tavolone delle riunioni, ma per metterli a disposizione di tutti i cittadini. I catanzaresi non devono sapere come il loro Comune spende i loro soldi e come di queste spese dà loro conto? No, italiani di Catanzaro, secondo il vostro Comune no. Gli amministratori civici di Catanzaro non hanno ritenuto opportuno neanche comunicare a Civicum il nome - ripetutamente richiesto - di un referente, col quale prendere contatto per la collaborazione.

MESSINA. Valgono esattamente le stesse parole spese per Catanzaro: noioso ripetersi. Anche Messina ha ritenuto di non dover comunicare neppure a quale referente dell’amministrazione Civicum e Politecnico potevano rivolgersi.

REGGIO CALABRIA. Idem come per Catania, Catanzaro e Messina. Nessuna risposta, nessun referente. Forse è il clima calabro-siciliano a suggerire tanto riserbo.

ROMA. Caso speciale, specialissimo. I bilanci del Comune della Capitale d’Italia sono oggetto di una complessa disputa fra gli esponenti della vecchia giunta Veltroni e quelli della nuova giunta Alemanno. Si dice che la matematica non è un opinione e si argomenta che due più due fa sempre quattro. Ma questi millenari assunti evidentemente non valgono per i bilanci e, soprattutto, non per quelli del Comune di Roma. Va detto che i referenti tempestivamente indicati dagli amministratori capitolini hanno sempre tenuto aggiornati Civicum e Politecnico sui tempi che sono obbligati dalle circostanze a rispettare. Bilancio e stato patrimoniale 2006 sono già in mano del Politecnico dall’analisi dell’anno scorso, bilancio e stato patrimoniale 2007 del Comune di Roma sarà invece disponibile soltanto a dicembre, quindi non potrà essere analizzato. Parafrasando la buon’anima di Massimo Troisi: scusate il ritardo.

E passiamo infine alle “pratiche”… in via di riparazione.

AOSTA: ha fornito la documentazione ma non è confrontabile in quanto segue uno schema normativo diverso.

CAGLIARI: dal bilancio 2006 mancano le spese: c’era un problema di file, è stata richiesta l’integrazione ma non è ancora arrivcata.

L’AQUILA. mancavano il bilancio e lo stato patrimoniale 2006, sono stati richiesti, pare che li mandino a breve.

PALERMO: mancano bilancio e stato patrimoniale 2007, dopo un nuovo sollecito è stato risposto che deve ancora passare in Consiglio e non può arrivare che a metà novembre.

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  1. Ma il bilancio del comune di Catanzaro è consultabile on-line più trasparente di così?

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