CIVICUM

CITTADINI E ISTITUZIONI INSIEME PER UNO STATO PIU’ EFFICIENTE

Come Civicum mi ha conquistata (e conquisterà anche i romani)
di COSTANZA DI CANOSSA

Feb 3rd, 2009 • Categoria: Civicum nella tua città, Costume e Cultura, Newsletter, Primo piano

Non è un articolo, scrivere articoli non è il mio mestiere. E’ soltanto una piccola confessione, molto personale e senza pretese, per dirvi com’è successo che l’idea di Civicum mi abbia conquistata. E come può succedere che conquisti tanti altri giovani come me.

Da due anni sono residente a Roma, dopo un’esperienza parigina e prima ancora milanese, e questa mia nuova vita ha un po’ cambiato in me il modo di vedere le cose. In particolare, il modo di vedere tutto ciò che coinvolge la nostra vita quotidiana nel seno di una città particolarmente complessa qual è Roma.

Quando vi arrivai, benché non fosse la prima volta, rimasi ovviamente soggiogata dalla bellezza e grandiosità dei suoi monumenti. dall’imponenza della sua storia millenaria che fa capolino ad ogni angolo di strada. Quello che mi lasciava un po’ perplessa, e spesso un po’ frustrata, era però una sensazione d’inadeguatezza della città rispetto al suo straordinario passato e al suo potenziale presente di grande capitale.

Un giorno mi capitò di avere una vivace discussione con un’amica “romana doc” a proposito dei parchi della città. Lei sosteneva che un parco come Villa Borghese, aldilà della sua innegabile intrinseca bellezza, fosse anche ben curato. L’affermazione mi stupiva. Sapevo che la mia amica aveva viaggiato e conosceva i parchi delle altre città europee, dove ad ogni cambio di stagione piantano fiori diversi. E mi domandai come, nonostante l’esperienza internazionale e l’occasione di confronti, potesse affermare una cosa simile.

Capii allora che il mio senso di frustrazione nasceva proprio dall’atteggiamento di gran parte dei cittadini romani, capaci di accettare qualunque tipo di deterioramento della vita quotidiana (macchine in tripla fila, monumenti antichissimi imbrattati, sporcizia ecc… ) con fatalistica rassegnazione, se non addirittura con totale indifferenza.

Ma questa scoperta mi aprì la mente ad altri interrogativi: oltre al poco senso civico di gran parte dei cittadini – mi chiesi – come mai non si vedeva l’intervento dell’amministrazione pubblica, almeno nelle cose di gestione corrente? Cosa succedeva dei soldi dei cittadini? Com’erano reinvestiti i soldi del contribuente, in questa città bisognosa d’ordine?

Quando la Fondazione Civicum mi contattò, rimasi sorpresa dalla semplicità dei suoi obiettivi. Perseguire la trasparenza e l’efficienza nella Pubblica Amministrazione, coinvolgere i cittadini in azioni a valore civico, mi sembrò, infatti, un impegno giusto al quale non si poteva rinunciare. In effetti, se si sapesse in modo chiaro come sono spesi i nostri soldi e con quali risultati, forse, saremmo tutti un poco meno indifferenti.

Perciò ho detto sì a Civicum. Questo mio nuovo impegno mi aiuta sicuramente a sentirmi meno insoddisfatta e più utile come cittadina. Mi piace pensare che con un po’ di buona volontà, con la promozione di valori come il senso civico e il diritto alla conoscenza, con l’educazione delle future generazioni su temi da troppo tempo tralasciati, il nostro quotidiano non potrà che migliorare e adeguarsi agli standard europei.

Chissà, forse un giorno anche nei parchi di Roma si pianteranno fiori diversi ad ogni cambio di stagione e allora mi sarà possibile dare ragione – come mi auguro – alla mia amica. Non è un sogno. Le premesse ci sono. Il 15 gennaio Civicum ha presentato a Roma l’analisi comparata dei bilanci di 23 Comuni italiani e la sala era incredibilmente gremita. Non di autorità e addetti ai lavori, ma di “romani doc”. Incuriositi anch’essi dal messaggio di Civicum: cerchiamo di capire come vengono spesi i nostri soldi. Un buon segno, un’ottima partenza. Civicum ha anche a Roma un futuro.

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