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I rendiconti 2008 dei grandi comuni italiani a cura del POLITECNICO DI MILANO – prof. GIOVANNI AZZONE e dr.ssa MARIKA ARENA. Città analizzate: Bolzano, La Spezia, Trento, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Trieste, Venezia, Genova, Milano, Torino, Ancona, Firenze, Perugia, Catanzaro, Pescara, Potenza, Bari, Cagliari, Napoli, Palermo.

nov 26th, 2009 • Categoria: Comuni, Conti pubblici, Primo piano, Studi e ricerche, Studi e ricerche - Bilanci comunali

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INDICE

1. Gli obiettivi
2. Chi c’è e chi non c’è…
3. I comuni e i cluster
4. Le entrate
4.1 Le entrate tributarie
4.2 Le entrate extra tributarie
4.3 I trasferimenti
5. Le spese
5.1 Le spese correnti
5.2 Gli investimenti
5.3 I più e i meno
6. L’auto-amministrazione
7. La situazione patrimoniale
8. I residui

INDICE DEGLI ALLEGATI

Le entrate
Le entrate tributarie
Le entrate extra-tributarie
I trasferimenti
Le spese
Autoamministrazione
La situazione patrimoniale

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Sono presenti 3 commenti »

  1. Ho partecipato all’odierno incontro svolto a Torino presso la Curia Maxima dal titolo “I conti delle città a confronto”. Molto interessante e puntuale la Vostra relazione, purtroppo ho dovuto constatare, di contro, che gli amministratori e i tecnici amministrativi del Comune di Torino presenti al dibattito invece di analizzare, magari criticamente, i dati si sono affannati nel cercare giustificazioni contabili di vario titolo. Ciò la dice lunga sulla capacità di analisi degli stessi e, di conseguenza, sulle relative capacità gestionali. Grazie comunque a tutti Voi per l’ottimo lavoro svolto.

  2. Il successso raccolto da Civicum sulla stampa italiana é prova c he i servizi comunali non sono variabili indipendenti e che la strada per migliorarli é ancora lunga ma finalmente indicata.
    La statistica dimostra però un andamento bizzarro del costo dei servizi saldato dai cittadini che solleva la questione della produttività ossia del rapporto costi / ricavi che caratterizza l’ efficienza / inefficienza. Civicum ha dato molti elementi di giudizio e ne ha dato il costo esatto ( Titolo 1 del bilancio ) ma penso che il contribuente chiamato tutti gli anni a saldarne l’ importo si ponga subito il quesito : – ma i servizi di cui godo valgono davvero tutti questi Euro ? La risposta anche se non risolutiva la si può trovare nella statistica dell’ Istat che dà tra l’ altro la media del costo dei servizi offerti da tutti i Comuni italiani. Nel 2001 costavano ad ogni contribuente 581 €, in crescita poi con il seguente tasso annuale : 14,6,20,20,1,28 giungendo così nel 2007 a 670, in totale + 89 € per abitante.
    La sequenza di questi numeri ( che potremmo chiamare Test della stabilità ) indica ai contribuenti che il Comune-tipo italiano manovra i loro soldi con folle disinvoltura, che lo sviluppo della spesa non va al passo dello sviluppo dei servizi donde un deficit di efficienza. Da contribuente preso in giro vado allora a costruire con dati di bilancio del mio Comune e di altri il test della stabilità e ho cercato a lungo prima di trovare una accettabile continuità, del rispetto dei soldi degli altri. Chi come me é interessato a ricavare questo test del suo Comune non ha che da ricorrere alla banca dati del Mininterno, finanzalocale.interno.it

  3. [...] italiani sono ben lontani dalla trasparenza contabile. La Fondazione Civicum ha analizzato la chiarezza dei bilanci di 21 citta’ con risultanti poco incoraggianti, se fossero lo specchio della realta’ complessiva. Infatti [...]

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