“Film dei conti” e sogno di Wellington: sensazioni in platea allo Spazio Etoile
di DAVIDE GRIGNANI
Feb 3rd, 2009 • Categoria: Civicum nella tua città, Costume e Cultura, Newsletter, Primo piano
Sala gremita, uditorio attento e a tratti stupito: c’erano tutti all’incontro per lo studio sui bilanci di 23 Comuni e il premio a Brunetta. Tutti, tranne i sindaci e gli assessori…
Bene ha fatto lo scorso 15 gennaio a Roma il nostro presidente Federico Sassoli ad utilizzare gli ultimi secondi di un attento, coinvolto e a tratti commosso professor Brunetta per sottolineare che – al contrario del ministro, assentatosi per breve tempo dalla Camera dove si votava il decreto anticrisi per ritirare il nostro premio e sentire i nostri appelli – i rappresentanti della pubblica amministrazione, sindaci, assessori, dirigenti, benché invitati a partecipare alla presentazione del nostro lavoro di benchmarking dei maggiori 23 comuni d’Italia, non si erano sentiti abbastanza “coinvolti” per scomodarsi e condividere uno sforzo di ricerca e di analisi compiuto nell’interesse dei loro concittadini.
Era invece fatta di gente comune – professionisti, docenti, giornalisti, studiosi, e giovani studenti – la folla che gremiva lo Spazio Etoile per il debutto di Civicum sulla scena romana: una “premiére” assoluta in cui – dopo il silenzioso lavoro di volontariato – Civicum ha aperto le ali anche sulla capitale per portare il suo “ramo d’ulivo”. Un segno tangibile del duro lavoro pluriennale, dell’impegno, del contributo di tanti volonterosi amici della nostra fondazione per chiedere maggior trasparenza e rendiconto alla Pubblica Amministrazione.
Calandomi minuto dopo minuto sempre più nel ruolo dello “spettatore attento”, ho allungato le orecchie e scrutato i volti alla ricerca delle reazioni della nostra prima “audience” capitolina: la partecipazione cittadina - grazie all’eccezionale supporto degli amici romani e all’instancabile organizzazione della squadra milanese – è parsa sin da subito da grande debutto.
L’efficace presentazione di Raffaele Cestari del formato e della comunicazione alla cittadinanza del bilancio del comune di Wellington in Nuova Zelanda – una lontanissima città di dimensioni simili a quella di una nostra Bologna, in cui il 95 % della popolazione afferma di non aver nulla da suggerire alla sua Amministrazione per poter migliorare ulteriormente il livello di benessere della loro città! – ha sortito sui presenti lo stesso candido stupore di Alice nel superare la porticina dell’albero di ingresso del Paese delle Meraviglie seguendo il “coniglio” della trasparenza.
Dopo il piacere provato dai presenti per la semplicità, la chiarezza, l’immediata comprensibilità degli obiettivi, dell’operato e dei risultati, sia quantitativi che qualitativi, raggiunti dall’ Amministrazione di questa bella città scelta come caso-campione, i presenti reagivano con commenti del tipo “ma non c’è nulla da fare se non tradurlo com’è e farlo adottare su larga scala: già faremmo anni luci di balzo in avanti, ci capiremmo e risparmieremmo miliardi di euro!”, “ma neppure le nostre maggiori società quotate fanno nulla di simile! ”, “ma perché reinventare la ruota e non seguire questi esempi così semplici e a disposizione di tutti?”, e cosi via.
Per molti di loro mi è parso si sia trattato di un’esperienza ad alto impatto, originale, inedita, una “prima volta” che auspicabilmente non si scorderanno per lungo tempo. Un successo per Civicum !
Dopo il viaggio quasi onirico nel “mondo del possibile”, eccoci alla classifica e al benchmarking dei principali comuni d’Italia: grazie a pochi indicatori sintetici e semplici tavole illustrative, presentate in modo chiaro ed efficace dal professor Giovanni Azzone, prorettore del Politecnico di Milano. Dopo pochi minuti i presenti avevano già preso piena coscienza di quanto probabilmente non sarebbe stato mai dato conoscere a comuni mortali d’Italia.
Scorrono i fotogrammi del “film” di Civicum: sui volti dei presenti scorgo lo scoramento di fronte all’enorme quantità di trasferimenti di denaro dal governo centrale alla città di Napoli, mentre il pensiero dei presenti va alle immagini dei cittadini napoletani sepolti dall’immondizia. In pochi minuti la virtuosa Trento e l’efficiente Brescia prendono il sopravvento nelle classifiche: nessuna sorpresa sui volti, ma quanta e crescente insofferenza si avverte per le palesi asimmetrie ed ingiustizie che si affacciano sul palcoscenico di Civicum dagli interstizi dei trasferimenti pubblici, degli anacronistici Statuti Speciali, dalle incomprensibili differenze di entrate fiscali e servizi forniti ai cittadini. Perché Aosta e Bolzano godono di tanti vantaggi rispetto all’Aquila? Alpi verso Appennini, statuti ordinari verso statuti speciali, città grandi verso la provincia italiana: sui volti si legge “caspita, tutto ora è chiaro”, tutto comprensibile, in poche battute.
Poi, col passare dei minuti, col resoconto dei numeri aggregati nell’ordine di decine di miliardi di euro eccoci al dunque: bando alle medie italiane e alle loro enormi varianze tra città e città e regione, la sostanza nuda e cruda è che in tutti si spende un’ enorme quantità di denaro proveniente sia dai loro cittadini residenti (entrate dirette), sia da altri cittadini ignari dal resto d’Italia (trasferimenti dallo Stato) solo per autoalimentare il “moloch” della loro struttura burocratica di auto-amministrazione. Morale: sgomento sui volti per i mancati e semplici risparmi annuali per oltre 700 milioni di Euro.
Leggo sui volti il pensiero di tutti, rivolto di nuovo a Wellington: nella città dove la felicità del cittadino è possibile e realizzata, l’Amministrazione del Comune è super leggera e le risorse spese per l’auto-conservazione della macchina burocratica ridotte al minimo (meno di un terzo dei livelli registrati nei migliori Comuni italiani analizzati): la deriva italiana è davanti agli occhi di tutti... intuiscono l’ultima riflessione dei nostri concittadini presi sino alle ultime battute della nostra presentazione “devo andare in un’agenzia di viaggi a vedere quanto costa andare a vedersela questa magica Wellington. Lo facciano anche i nostri amministratori, ma a loro spese.