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Conti pubblici

I rendiconti 2008 dei grandi comuni italiani a cura del POLITECNICO DI MILANO – prof. GIOVANNI AZZONE e dr.ssa MARIKA ARENA. Città analizzate: Bolzano, La Spezia, Trento, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Trieste, Venezia, Genova, Milano, Torino, Ancona, Firenze, Perugia, Catanzaro, Pescara, Potenza, Bari, Cagliari, Napoli, Palermo.

nov 26th, 2009 • Categoria: Comuni, Conti pubblici, Primo piano, Studi e ricerche, Studi e ricerche - Bilanci comunali

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INDICE

1. Gli obiettivi
2. Chi c'è e chi non c'è...
3. I comuni e i cluster
4. Le entrate
4.1 Le entrate tributarie
4.2 Le entrate extra tributarie
4.3 I trasferimenti
5. Le spese
5.1 Le spese correnti
5.2 Gli investimenti
5.3 I più e i meno
6. L'auto-amministrazione
7. La situazione patrimoniale
8. I residui

INDICE DEGLI ALLEGATI

Le entrate
Le entrate tributarie
Le entrate extra-tributarie
I trasferimenti
Le spese
Autoamministrazione
La situazione patrimoniale

Palermo bifronte: un bilancio, due letturedi GIANNI DE FELICE

mar 5th, 2009 • Categoria: Comuni, Comunicazione pubblica, Conti pubblici, Controllate, Newsletter, Primo piano

Gian Antonio Stella scrive: “Il grande buco dei conti di Palermo”. Il sindaco Cammarata risponde: “I nostri conti sono in ordine”. Com’è possibile?

Conforta constatare che grandi giornali come il Corriere della Sera e il Sole24ore affrontano, con attenzione e frequenza sempre maggiori, il tema dei bilanci degli enti locali. Significa che Civicum non abbaiava alla luna, quando cominciò ad occuparsi delle amministrazioni dei grandi Comuni e della gestione delle loro partecipate, intuendo margini ancora vasti di miglioramento in termini di efficienza, economia e chiaro rapporto con i cittadini . In questo risveglio dell’informazione quotidiana – merito anche di Civicum osiamo pensare – si inserisce un caso meritevole di segnalazione. Quello della polemica fra Gian Antonio Stella, un giornalista informato dei fatti, e Diego Cammarata, il sindaco di Palermo che i fatti nella fattispecie li ha fatti.

La settimana scorsa, sulla prima pagina del Corrierone appare questo titolo, non vistoso ma di inequivocabile essenzialità: “Il Grande Buco dei Conti di Palermo” . Segue, condito con l’abituale ironia veneziana del co-autore della “Casta”, un articolo zeppo di non meno essenziali cifre. Dice che il buco “richiederebbe una toppa immediata di almeno 200 milioni di euro”. Riferisce che la Corte dei Conti ha appena chiesto al Comune di Palermo “chiarimenti su un mucchio di cose: dai 26 miliardi di debito fuori bilancio nel 2007 all’abnorme versamento di 247 milioni alle società partecipate”. Sintetizza: “Su 866 milioni l’anno di spese correnti, il Municipio di Palermo ne scuce 623 (il 72%) per pagare 21.895 dipendenti”. Calcola: i dipendenti comunali di Palermo sono “ottomila più di dieci anni fa. Un po’ diretti, un po’ precari stabilizzati nelle aziende partecipate. Media: un dipendente comunale ogni 30 abitanti”. Analizza costi, qualità ed efficienza del non brillantissimo sistema palermitano di nettezza urbana, concludendo: “Uno spazzino ogni due chilometri di strada da pulire: primato planetario”.

All’indomani sul Corrierone appare, vistosamente impaginata su sei colonne, una lettera del sindaco di Palermo intitolata “Cammarata: i conti di Palermo e i precari”. Il sindaco contesta subito l’esposizione “di Palermo a una lettura non corretta dei dati del suo bilancio”. Denuncia che “la situazione dei precari a Palermo è una realtà che ha trovato concretezza quasi vent’anni fa e con la quale è impossibile non fare i conti”. Ricorda che l’ammucchiata dei precari venne fatta prima della sua elezione, ma rivendica “la scelta di stabilizzare questi precari… e di inserirli efficacemente all’interno del sistema produttivo comunale”. Operazione non sempre riuscita, dal momento che egli stesso confessa qualche dubbio, scrivendo un po’ sibillinamente: “Non avrei mai potuto accettare di mettere sulla strada migliaia di persone, anche se alcune di queste dovrebbero imparare ad acquisire maggiore dignità di lavoratori”. Ma lapidaria resta l’affermazione: “Nonostante questo, non esiste alcun buco. I nostri conti sono perfettamente in ordine”.

Non sorprende la risposta di Gian Antonio Stella: “Ma se Palermo è così virtuosa e i conti sono così in ordine perché Cammarata batte cassa?”
Non sorprende la cultura – radicata non solo a Palermo e non da ora – della pubblica amministrazione come strumento di soccorso sociale (o clientelismo politico) in favore di pochi, più che come garanzia di servizi economici ed efficienti in favore di tutti.
Non sorprende la discussione sull’amministrazione comunale palermitana dal momento che anche al vaglio dell’analisi comparata dei bilanci di 23 Comuni italiani di Civicum-Politecnico, Palermo – cui va riconosciuto comunque il merito di avere accettato l’analisi, diversamente da Catania e Messina che si sono sottratte – non si è classificata ai primissimi posti.

Ma bisogna riflettere – visto che non è una sorpresa neanche questa – sulla realtà di un bilancio che può essere indifferentemente catastrofico per un giornalista e perfettamente in ordine per un sindaco. Sulla intrinseca labilità di cifre che consentono di dire Bianco e Nero, Bene e Male, Giusto e Sbagliato con pari sicurezza. Di fronte a tecniche che consentono un così spiazzante bifrontismo, appaiono purtroppo giustificati il disorientamento dell’opinione pubblica e l’ondata di sfiducia, che hanno globalmente travolto e devastato tutto il mondo della finanza pubblica e privata, bancaria e comunale.

E appare ancor più fondata, necessaria, urgente la proposta di Civicum per un bilancio comunale standard, semplice ed eguale per tutti, soprattutto comprensibile ai cittadini. Con il bilancio “modello Civicum” – che il Comune di Reggio Emilia intende adottare e che Civicum mette a disposizione di tutti i Comuni – questo caso non ci sarebbe stato. O Stella non avrebbe potuto scrivere il suo articolo, o Cammarata non avrebbe potuto scrivere la sua risposta.
A chi non piace questa soluzione? E perché?

Unindustria e Legacoop con Civicum per Bolognadi ELENA DI FAZIO

mar 5th, 2009 • Categoria: Comuni, Comunicazione pubblica, Conti pubblici, Newsletter, Primo piano

Accordo per l’evento, che sarà organizzato con la collaborazione del Comune

Civicum presenta a Bologna il “Rapporto Civicum per la città di Bologna”, un approfondimento dello studio effettuato sui bilanci dei 23 principali comuni italiani in collaborazione con il Politecnico di Milano.

L’obiettivo è di rielaborare l’analisi sullo specifico caso bolognese, facendo emergere le scelte allocative dell’amministrazione, evidenziando le politiche cui vengono destinate maggiori risorse e le diverse pratiche gestionali. A completamento dell’analisi saranno presentati dei focus tematici su alcuni servizi chiave: all’infanzia, agli anziani, trasporti e sicurezza, con particolare attenzione all’efficienza nell’erogazione dei servizi e alla loro efficacia.

L’idea è stata accolta con interesse e condivisa da due soggetti fra i più rappresentativi del tessuto sociale e produttivo bolognese: Unindustria Bologna, l’associazione che rappresenta e tutela le imprese del territorio, e Legacoop, che rappresenta le cooperative associate, co-sponsor dell’evento. Ci pare particolarmente rilevante questa collaborazione, già verificatasi in altre occasioni e ormai consolidata, segno tangibile della volontà delle due organizzazioni di collaborare e di porsi al servizio della collettività.

In questo quadro si è inserita la convinta partecipazione del Comune e, in particolare, dell’Assessore al bilancio, dott.ssa Paola Bottoni, che ha contribuito alla realizzazione della ricerca fornendo il necessario supporto informativo e ha accolto positivamente l’idea della presentazione e discussione pubblica dei dati. Ci sembra opportuno sottolineare come l’amministrazione di Bologna abbia compreso l’importanza dello studio e ancor più della presentazione, al di là degli aspetti puramente tecnici, come un primo importante passo per avviare un migliore rapporto con i cittadini e per una maggiore responsabilizzazione del proprio staff. La presentazione dei dati sarà infatti l’occasione per confrontarsi su temi di stringente attualità: le modalità di rendicontazione dell’amministrazione locale nei confronti dei cittadini, le scelte politiche e strategiche che soggiacciono a quelle gestionali, il livello di efficienza ed efficacia dei servizi erogati, a partire dalle tipologie maggiormente rilevanti per la vita quotidiana dei cittadini.

Il caso di Bologna e le sinergie che si sono sviluppate rappresentano un modello virtuoso: un’amministrazione ricettiva, pronta a raccogliere le sollecitazioni e gli stimoli provenienti dalla società civile e il mondo dell’associazionismo di categoria che, sentendo l’esigenza di disporre di dati comprensibili e più facilmente fruibili, ci ha stimolato e sollecitato alla realizzazione del Rapporto garantendoci il sostegno economico per la realizzazione dell’evento.

Manca un solo tassello, per ora: la partecipazione dei cittadini bolognesi, ma siamo certi sarà attenta e numerosa!

Conti online della Liguria troppo difficili da trovaredi VITTORIA FERRARIS

mar 5th, 2009 • Categoria: Conti pubblici, Newsletter, Primo piano, Regioni

Sestri Levante o Finale Ligure? Santa Margherita oppure Varazze? Veri e propri dilemmi per milanesi affetti da ansia da week-end. Poco importa. Siamo in una regione italiana definita la più “anziana” per struttura demografica (il clima dolce attira gli ex-giovani) : la Liguria. Non brilla in alcuni tratti per la trasparenza del mare, ma non è detto che non si distingua per la trasparenza sulla sua situazione di bilancio. Verifichiamo? Pronti a partire dal sito della Regione Liguria

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Di tutto, di più: dal meteo, ai contributi in conto capitale aperti agli enti pubblici allo sportello del cittadino. Vediamo se, tra gli interessi percepiti del ligure ‘medio’, c’è anche quello per il bilancio regionale.

Click 2

Prima delusione. Purtroppo come in altri siti regionale la sezione riservata al cittadino non accoglie sezioni dedicate agli approfondimenti della situazione contabile della Regione. A questo punto disponiamo di una casistica abbastanza numerosa che consente di affermare che i temi del bilancio non sono assolutamente percepiti come un’area di interesse del cittadino medio. La manifestazione diffusa del fenomeno suggerisce inoltre che, in generale, la scarsa trasparenza su alcune informazioni pubbliche deriva anche da un’assenza di domanda per questo bene primario. Riprendiamo il nostro percorso se esploriamo i contenuti alla voce ‘istituzioni’

Click 3

Nella sezione dedicata all’ente troviamo un collegamento all’attività finanziaria della Regione: informazioni, documenti, statistiche. Approdiamo velocemente ad una schermata che vede al centro una spiegazione sintetica sul bilancio regionale, si intende qui bilancio di previsione (altro fenomeno che oramai constatiamo di continuo: il bilancio consuntivo sembra essere lontano mille miglia per il solo fatto di chiamarsi rendiconto) alla sinistra i collegamenti verso i principali documenti della programmazione economico-finanziaria tra cui il bilancio di previsione. Andiamo a vedere il bilancio regionale.

Click 4

Ecco, trovato il bilancio di previsione per il 2009. Facciamo notare che il bilancio regionale 2009 è stato approvato in data 24 dicembre 2008 e ricordiamo quanto raro sia per le regioni italiane inaugurare un anno nuovo disponendo già di un bilancio approvato.

Click 5

Purtroppo non riusciamo a consultare il documento pdf per una questione di blocco di “pop up”, ma possiamo facilmente intuire che i documenti proposti in formato pdf riflettono fedelmente la struttura istituzionale del bilancio regionale pubblico che risulta difficilmente consultabile ai neofiti della materia. Dobbiamo in compenso dirci abbastanza soddisfatti (e un po’ fortunati) di avere individuato il bilancio abbastanza velocemente. A questo punto siamo liberi di rivolgere la nostra attenzione al rendiconto e abbiamo la sensazione di dover ripartire da zero. Per farlo utilizzeremo il motore di ricerca e digiteremo rendiconto 2007 (non pensiamo di trovare il rendiconto 2008 a fine febbraio dell’anno successivo).

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La ricerca ci propone una serie di collegamenti e il terzo dall’alto, la Legge n.32/2008 sembra fare al caso nostro.

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Eccoci approdati sul rendiconto regionale per l’esercizio 2007: Il Capo I riassume in breve le entrate accertate e le spese, dalle quali deriva nel 2007 un saldo finanziario passivo di circa 200 milioni di euro. Non siamo entusiasti dalla presentazione, il cittadino val bene uno schema semplificato un poco più ‘handy’. Siamo arrivati a destinazione.

Possiamo affermare che la Liguria dà accesso alle informazioni contabili, comunque presenti sul sito istituzionale della Regione. Non possiamo invece affermare che ci sia uno sforzo da parte della Regione per rendere il bilancio regionale un tema caro ai cittadini e agevolmente frequentabile. Eppure i liguri, alle palanche, sono tradizionalmente affezionati..

Controllanti più opachi delle loro controllatedi FEDERICO SASSOLI DE BIANCHIPresidente di Civicum

mar 5th, 2009 • Categoria: Comuni, Conti pubblici, Controllate, Newsletter, Primo piano

I Comuni non hanno procedure di nomine trasparenti, verifica di efficienza, valutazione di impatto economico

Sei per cinque trenta ? No 338. E’ questa la logica dell’economia Comunale. E’ questo il numero di società che fanno capo ai sei maggiori Comuni italiani e che operano in cinque settori essenziali ; energia, ambiente, acqua, trasporti pubblici, aeroporti. Complessivamente i Sindaci hanno a disposizione 279 nomine per società che hanno un giro d’affari di oltre 17 miliardi di euro, quasi il doppio di quello degli stessi Comuni.

Del capitalismo comunale Civicum , con Mediobanca, è stata tra i primi ad occuparsi cinque anni fa. Ci siamo sforzati di rendere trasparenti i contenuti dei bilanci e di metterli in relazione alla qualità dei servizi resi ai cittadini da queste società. In teoria una società pubblica con risultati peggiori di un’altra potrebbe essere giustificata se offrisse una qualità di servizio migliore. Con Mediobanca abbiamo elaborato un indice sintetico della qualità dei servizi nelle varie città e lo abbiamo confrontato con i risultati economici delle gestioni. Ne è emerso che il servizio migliore lo offrono quelle città che hanno società economicamente più profittevoli. Brescia nel 2007 ha avuto un saldo attivo per abitante di 2.093 € e un punteggio sulla qualità dei servizi di 75. La seconda è Torino con 83 € e 70 punti. Meno bene Milano con 34 € e 62 punti, e Bologna con una perdita per abitante di 10€ ma un punteggio di 71. Male Roma – 50€ e 41 punti. Peggio Napoli con – 366€ e solo 38 punti.

Non vi sono quindi scuse per non perseguire gli esempi delle best practices. La domanda che allora ne consegue è : perché non vengono adottate più rapidamente ? Perché manca la cultura della responsabilità. Chi fa bene non viene premiato, chi fa male sa che alla fine le perdite saranno coperte con i denari di tutti.

Ma siamo sicuri che anche le best practices non siano migliorabili? A seguito dell’analisi che abbiamo recentemente presentato sui conti dei principali Comuni italiani ho parlato con il rappresentante di un Comune virtuoso. Mi ha detto che potrebbe ridurre il personale del 25% e sostituirlo con un decimo di giovani capaci di usare il computer. Ho parlato con due esponenti di due Comuni non virtuosi. Mi hanno detto la stessa cosa ma nel loro caso la percentuale di riduzione possibile è del 50%.

Se questo è il livello di attenzione all’efficienza in quelle che sono in qualche modo le holding, vengono dei dubbi anche su quelle che sono le società da loro controllate.
Civicum è convinta che il principale male dell’Italia sia la mancanza di efficienza nella pubblica amministrazione. Chi non la vuole? Chi ne sarebbe danneggiato? Certamente, ma questo è sempre vero, anche in altri paesi più efficienti del nostro. Dove risiede la nostra peculiarità? Nella disattenzione dei cittadini, soprattutto delle classi dirigenti della società civile; nella incapacità di chiedere conto di ciò che sarebbe loro diritto avere. Nella diffusa mancanza di trasparenza di chi amministra beni e servizi pubblici .

Nel caso delle società controllate l’opacità dobbiamo rilevarla soprattutto nei Comuni controllanti. Essi non hanno procedure di nomine trasparenti e che premino la competenza, non hanno spesso neanche la capacità di valutare strategie industriali e l’adeguatezza dei servizi svolti. Quanti sono i Comuni che controllano la rispondenza dei servizi ai requisiti fissati nelle carte dei servizi? E a livello dei bilanci quanti sono i Consigli comunali che comprendono l’impatto dei conti delle controllate sui bilanci del Comune che sono tenuti ad approvare? Manca un bilancio consolidato consuntivo e il bilancio preventivo, che tanto appassiona i consiglieri comunali, non tiene conto della controllate.

E’ tutto senza speranza allora? No. Il Comune di Bologna ci ha chiesto di organizzare un confronto serrato con le sue partecipate e le città che risultano essere migliori di loro, per discutere i dati che emergono dalle nostre ricerche. Il Comune di Reggio Emilia sta lavorando per applicare già da questo aprile un nuovo formato di Bilancio che propone Civicum. Una rondine non fa primavera. Due forse si.

Le Società controllate dai maggiori Comuni italiani: bilanci – Edizione 2009a cura dell’Ufficio Studi di Mediobanca

mar 4th, 2009 • Categoria: Comuni, Conti pubblici, Controllate, Primo piano, Studi e ricerche, Studi e ricerche - Bilanci delle Controllate dei Comuni

Studio completo (versione PDF)
Grafici di presentazione Ufficio Studi Mediobanca (versione PDF)

Leggi la rassegna stampa relativa allo studio.

Indice

Premessa
Glossario
Considerazioni di sintesi

Capitolo 1 - Le società selezionate
Capitolo 2 - Indici economici e patrimoniali
   - Generalità
   - Aspetti economici
   - Aspetti patrimoniali
Capitolo 3 - Gli investimenti
Capitolo 4 - I dati per dipendente
Capitolo 5 - Amministratori e compensi
Capitolo 6 - Acquisizioni e fusioni nel periodo 2003-2008
   - Cronistoria delle acquisizioni
   - Principali aggregazioni societarie
   - Operazioni di Gruppi esteri
Capitolo 7 - Le società quotate in Borsa

INDICE DEGLI ALLEGATI

Dati di dettaglio delle società nel 2008
Numero società controllate nel 2007
Valori patrimoniali delle partecipazioni dei comuni
Fatturato, dipendenti e dividendi
Ricavi operativi
Principali dati di conto economico
Indici per dipendente
Struttura finanziaria
Indebitamento finanziario e disponibilità
Indici di rendimento
Società comunali e principali aziende similari: dati di bilancio
Schede anagrafiche

DATABASE
BILANCI DELLE SOCIETA'


Aggregati per comune
Aggregati per settore
Società controllate dal Comune di Milano
Società controllate dal Comune di Roma
Società controllate dal Comune di Brescia
Società controllate dal Comune di Torino
Società controllate dal Comune di Napoli
Società controllate dal Comune di Bologna
Principali società operanti negli stessi settori di quelle a controllo comunale

NB: Ogni capitolo è scaricabile singolarmente in versione PDF

La nostra ricerca sulle controllate nel Rapporto della Corte dei Contidi CIVICUM

feb 20th, 2009 • Categoria: Conti pubblici, Newsletter, Primo piano

Lo studio presentato l’anno scorso è stato adottato come fonte di conoscenza dalla magistratura contabile

“Siamo tra i peggiori Paesi al mondo per corruzione”. L’affermazione mortifica ma non sorprende: ce la ripetono ogni anno le classifiche di Transparency International. Ma suona molto più severa se viene pronunciata, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2009, dal presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, come è avvenuto qualche settimana fa a Roma.

“Il moltiplicarsi di notizie di reati concernenti l’Amministrazione – ha chiarito il numero uno della magistratura contabile – dà conferma che i controlli, interni ed esterni, sull’Amministrazione non sono pienamente adeguati e vi è una attuale situazione di scarsa loro efficacia, di pochezza di effetti concreti”. A suo parere, “occorre potenziare e irrobustire i controlli, renderli effettivi nello svolgersi e concreti negli effetti.”

“Nel campo dell’Amministrazione – ha osservato il presidente della Corte dei Conti – ad un maggiore e migliore uso dei controlli corrisponde simmetricamente un minore ricorso al codice penale. Il primo effetto di ogni attività della Corte è e deve essere l’assicurare trasparenza e chiarezza dell’azione della Pubblica Amministrazione. Laddove manca la trasparenza, si genera il cono d’ombra entro cui possono trovare spazio quei fatti di corruzione o di concussione, che rendono poi indispensabile l’intervento del giudice penale”.

Sono concetti di fondamentale importanza per la vita e il corretto sviluppo del Paese, frequentemente riscontrabili nelle tesi che Civicum va sostenendo da alcuni anni col massimo impegno. E anche con qualche più che confortante risultato, vista la sensibilizzazione di gran parte della cittadinanza e degli organi di informazione al problema della trasparenza nei conti e nelle decisioni della Pubblica Amministrazione. Trasformazioni profonde di cultura e costume richiedono decenni di lavoro duro e costante, esigono la nascita e la crescita di nuove generazioni di cittadini. Non è dunque il caso di cantar vittoria, ma qualcosa comincia a vedersi. Tra questi segnali è da evidenziare anche l’attenzione che proprio la Corte dei Conti comincia a riservare all’azione di Civicum. Nello “Stato dei controlli sugli organismi partecipati dagli Enti locali”, edito con deliberazione n.13/2008 dalla Sezione delle Autonomie, magistrato relatore la Consigliere Cinzia Barisano, è pubblicata come fonte di acquisizione dati l’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Mediobanca per conto di Civicum e presentata il 5 marzo 2008. Non si tratta di una citazione breve. La ricerca Civicum-Mediobanca sulle controllate dai Comuni delle sei maggiori città italiane viene sintetizzata nei suoi passaggi più significativi – con pubblicazione di tabelle e note – da pagina 51 a pagina 54.

L’ampia citazione della nostra ricerca su un documento ufficiale della Corte dei Conti costituisce un riconoscimento tanto alla rigorosa attendibilità scientifica dell’Ufficio Studi di Mediobanca, quanto al quotidiano sforzo che Civicum compie per perseguire gli obiettivi della sua missione. Un riconoscimento che certifica al tempo stesso la utilità sociale dell’impegno di Civicum e la serietà tecnica delle indicazioni di US Mediobanca.

Marche online? Un esercizio di pazienzadi VITTORIA FERRARIS

feb 20th, 2009 • Categoria: Conti pubblici, Primo piano, Regioni

Il tentativo di trasparenza è per ora confinato alle buone intenzioni e alle dichiarazioni

La nostra hit parade della ‘Trasparenza contabile’ nelle regioni italiane si popola gradualmente, ma solo al termine dell’indagine stileremo la classifica della trasparenza. La nostra curiosità ci spinge oggi nelle Marche. Sarà vero che ‘Piccolo è bello…e magari..trasparente? Andremo a vedere se la Regione Marche promuove oltre alle bellezze paesaggistiche e alla tradizione culinaria anche la trasparenza sulla sua situazione contabile. Ecco il sito: www.regione.marche.it

Click1

Sito istituzionale non dissimile dai tanti che abbiamo visionato. Ci vengono offerti due percorsi, il motore di ricerca, in alto a destra, e, e una serie di collegamento verso le strutture organizzative. Tra queste spicca la Programmazione, bilancio, e, politiche comunitarie.

Click 2

Ci appaiono sulla destra una lunga descrizione dell’attività della struttura e le posizioni dirigenziali di progetto e di funzione…del bilancio…non vi è traccia. Alla luce dell’esperienza maturata, constatiamo con un certo stupore che le aspettative di trovare il bilancio alla voce ‘programmazione, bilancio e altro’ sono spesso disattese.

Click 3

Non trovando spunti utili alla nostra ricerca nel menu di sinistra, propenderei per servirci del motore di ricerca. Proviamo inserendo la voce ‘rendiconto’.

Click 4

L’esperimento ha dato scarsa soddisfazione: non appaiono documenti bensì tracce di testo in cui compare la nostra parola ‘chiave’. Essendo in ballo …balliamo… e.. tentiamo i primi tre collegamenti che si riportano a paragrafi di descrizione degli organi regionali. Insomma …un buco nell’acqua. Ora se la guida fosse poco preparata potremmo probabilmente passare il resto della giornata a cliccare nel sito come se fossimo impegnati in una partita di flipper, il che non depone a favore della facilità di accesso alle informazioni regionali. Mi permetto quindi di dare un piccolo suggerimento, facciamo un passo indietro (vedi click 3) e invece del motore di ricerca scandaglieremo il menu a sinistra cominciando con ‘Riferimenti’.

Click 5

‘Ritenta, sarai più fortunato’ recita la formula. Proveremo quindi con ‘Siti del servizio’.

Click 6

Se la costanza è la madre del successo, i nostri tentativi sono stati premiati. Abbiamo trovato un sito nel sito intitolato ‘BILANCIO’.

Click 7

Approdiamo nell’area finanziaria regionale. Il primo capoverso recita “Rendere accessibili le informazioni, mettere a disposizione gli atti e i documenti, garantire chiarimenti e delucidazioni in tempi celeri: questi oggi sono aspetti fondamentali del governo della cosa pubblica in un rapporto con i cittadini che voglia essere corretto e partecipato. “

Click 8

Il box di fondo pagina ci consente di accedere al bilancio di previsione.

Click 9

In questa sezione appaiono anno per anno le finanziarie regionali e il dettaglio delle entrate e delle spese. I dati ci sono peccato manchi l’approccio didattico necessario all’uomo della strada per comprendere come è costruito il bilancio di previsione e quali voci compongono i singoli capitoli di entrata e spesa. Possibile che non vi sia una guida alla lettura? Non è del tutto vero, basta cliccare al riferimento ‘Documenti’ che campeggia nella pagina in alto.

Click 10

Per puro caso abbiamo trovato alcuni documenti intitolati ‘Speciali bilancio’ per gli anni 2005, 2006, 2007. Consultandone uno a caso scopriamo che la loro lettura è molto utile alla comprensione del bilancio di previsione regionale….è un vero peccato che manchino le versioni 2008 e 2009. A questo punto ci chiediamo ….ma il rendiconto regionale? Sicuramente ci sarà, ma se l’identificazione è tanto complessa e affidata al caso come per il bilancio di previsione….rischieremmo di cliccare per il resto dei nostri giorni.

Il tentativo di accrescere la trasparenza sulla situazione contabile della Regione Marche è per il momento confinato alle buone intenzioni e alle dichiarazioni, non tanto per l’assenza dell’informazione quanto per l’estrema difficoltà di accesso unita alla non sempre facile interpretazione della stessa.

A Reggio Emilia il primo sì al bilancio “modello Civicum”di CIVICUM

feb 20th, 2009 • Categoria: Comuni, Conti pubblici, Newsletter, Primo piano

Entro qualche mese il voto del Consiglio comunale – Fra le altre città interessate all’adozione una metropoli del Nord

Il Comune di Reggio Emilia è il primo ad aver deciso di adottare per il bilancio dei prossimi esercizi il modello di Rendiconto Civicum, studiato dalle Big Four della revisione e presentato il 15 gennaio scorso a Roma. Il Rendiconto Civicum – ispirato alle best practices internazionali e in particolare al bilancio del Comune di Wellington (Nuova Zelanda) – persegue obiettivi di massima semplificazione e massima comprensibilità da parte dei cittadini.

L’orientamento del Comune di Reggio Emilia era stato già preannunciato dal city manager Mauro Bonaretti alla nostra Odile Robotti nell’intervista pubblicata sulla newsletter n.44. Mercoledì ci è pervenuta questa mail, scritta dalla dott. Lorenza Benedetti per conto di Bonaretti:

“Il Comune di Reggio Emilia è la prima amministrazione locale che ha deciso di adottare il Rendiconto Civicum. Abbiamo pensato di presentare lo stesso entro i termini di approvazione del bilancio consuntivo 2008 (che sono stati anticipati al 30 aprile 2009, come da decreto legge 154 del 7 ottobre 2008).
In questo modo cercheremo di fare approvare il nuovo schema al Consiglio Comunale in sede di approvazione del Consuntivo, unitamente alla parte ‘istituzionale’ che il Comune deve obbligatoriamente (DLGS 267) registrare”.

La breccia, nel criptico conservatorismo dei conti degli Enti locali, è dunque aperta. Non sorprende che sia stata aperta in una città del nord di media grandezza, con radicate tradizioni industriali, e in un Comune il cui impegno per un’amministrazione efficiente e moderna appare testimoniata dalla presenza di un city manager.

Vedremo ora se Reggio Emilia, prima a decidere per la scelta del Rendiconto Civicum, sarà anche la prima a votarne l’adozione in Consiglio comunale. I Comuni di altre città – fra le quali una metropoli settentrionale – sono fortemente interessati all’ammodernamento dei loro conti e stanno prendendo contatti per una più approfondita conoscenza del modello Wellington. Anche i loro rappresentanti potrebbero prendere nel giro di poche settimane una decisione e comunicare la loro scelta.

Saranno poi la data e il voto dei Consigli comunali a decidere in quale città – indipendentemente dalla priorità della decisione – verrà effettivamente tenuto a battesimo il primo bilanci comunale italiano “alla Wellington”

Mille candele davanti al Parlamento e ai Comuni di FEDERICO SASSOLI DE BIANCHIPresidente di Civicum

feb 3rd, 2009 • Categoria: Conti pubblici, Costume e Cultura, Newsletter, Primo piano

La mobilitazione potrebbe avvenire il 2 giugno. E’ il momento di scegliere il futuro del nostro Paese e serve la partecipazione dei cittadini

Spoglia il politico… e sarai più felice. La proposta potrebbe risultare poco attraente nella maggior parte dei casi se non fosse che invece è proprio quello che è necessario fare per ridare una speranza a questo paese. Come è possibile? Andiamo con ordine.

Siamo nel mezzo della peggiore crisi economica da cinquant’anni a questa parte. E’ crisi finanziaria, economica ma anche di un modello di sviluppo. Un modello fondato sui consumi a debito nei paesi ricchi – soprattutto anglosassoni - finanziato dai paesi poveri, in particolare dalla Cina. Da questa crisi si uscirà, quando se ne uscirà, certamente con un ruolo maggiore degli Stati nell’economia. Potrà piacere oppure no ma è un fatto che non esista oramai un politico o un economista che non sia d’accordo sulla necessità di interventi degli Stati a sostegno della spesa, oltre che della solidità patrimoniale del sistema finanziario. Quale modello uscirà non è ancora chiaro. Potrebbe essere l’occasione per ribilanciare la spesa verso più consumi pubblici e meno consumi voluttuari. Certamente nel momento in cui milioni di risparmiatori decidono di spostare i propri risparmi per investire in titoli di Stato, i soli ritenuti sicuri, la bilancia del potere si sposta a favore di questi.

In Italia sappiamo che non vi sono grandi margini per aumentare la spesa pubblica. Siamo già assai indebitati. Indebitandoci ancora di più, rischiamo di non riuscire a far sottoscrivere i titoli di debito del nostro Stato, se non a tassi proibitivi. Che fare ?

Spogliamo i politici. Non nel senso letterale, ovviamente. Bisogna fargli abbandonare i costumi dietro a cui troppo spesso si mascherano, quando parlano in pubblico. Basta vedere un dibattito politico per rendersi conto che vengono dette frasi ad effetto, destinate solo a cercare di accaparrarsi le simpatie del pubblico ma non a fargli comprendere la realtà della situazione. Le cose vere, quelle che vengono decise nei corridoi della politica, quelle no, non vengono messe in pubblico. Chi deve essere nominato ad un certo incarico? Si pensi alla vicenda dell’Expo, ferma da mesi per non chiarite lotte di potere apparentemente incentrate sul ruolo del dottor Paolo Glisenti. Perché debba essere lui il rappresentante del Comune di Milano e in virtù di quali qualifiche ed esperienze specifiche, non è dato sapere.

Perché fare un certo investimento di danaro pubblico per salvare un’azienda oppure un’altra? Alitalia docet. Un operazione di cui pochi hanno capito quali erano gli obiettivi e se sono stati realizzati. Ora anche Fiat. Sicuramente gli aiuti all’auto saranno necessari, così come lo sono stati quelli al Comune di Catania in dissesto o al Comune di Roma. Ma qualcuno vuole spiegarci ufficialmente il perché di queste scelte? Perché dare soldi a Catania e non, per esempio a L’Aquila, il Comune che – come risulta dal rapporto Civicum-Politecnico sui Comuni – riceve meno soldi da Stato e Regioni?

Sulla questione di Malpensa si urla tanto ma non si dicono alcune cose semplici. E’ chiaro che un hub per funzionare deve essere ben collegato con il resto del paese e con le principali destinazioni internazionali. Più voli ci sono e più corti sono i tempi di attesa di chi vi fa scalo. Tempi di attesa lunghi fanno preferire percorsi alternativi. E’ ovvio che, se Milano divide i propri voli tra Malpensa e Linate, i voli su Malpensa saranno di meno e quindi l’hub non funziona. Quello che non si dice è che gli aeroporti a Milano sono tre. C’è Bergamo che – come risulta dal rapporto Civicum-Mediobanca sugli Aeroporti - registra un tasso di crescita spaventoso, il 170% in cinque anni e che è specializzato nei low cost. Perché non aprire Linate ai low cost, trasferire tutti i voli di linea a Malpensa e collegarla alla città di Milano con un treno più rapido e più frequente dell’attuale?

Portare la discussione politica dall’astrattezza delle frasi ad effetto alla concretezza dei numeri, chiedere di parlarci chiaro quando si tratta di scelte e di nomine è essenziale non solo per il bene dell’Italia, ma anche per ognuno di noi. L’Italia non può più permettersi di sprecare neanche un euro e la trasparenza è il primo passo indispensabile per costringere chi gioca con nostri soldi a svelare se gli obiettivi perseguiti sono quelli del bene comune o altri inconfessati. Ognuno di noi ha però un compito da eseguire. Qualcosa che se non farà lui, difficilmente qualcun altro farà al suo posto. Qualcosa che può dare più valore alla nostra vita. Più sapore alle nostre amicizie. Più fondamento alle nostre relazioni familiari.

Ognuno è grande quanto i sogni che ha. In questa Italia scettica e disillusa tocca a ognuno di noi interrogarsi su quale futuro vogliamo creare. Il nostro futuro è nelle nostre mani. Il paese che vogliamo costruire prima ancora che diventi realtà si è già avverato, nel nostro cuore e in quelli dei nostri figli, dei nostri amici e in tutti quelli a cui trasmettiamo quello in cui crediamo. Una fede, un’idea, un progetto hanno in sé una terribile forza propulsiva contagiosa. Senza queste l’umanità sarebbe ancora nelle caverne. Ai giovani bisogna dire che vi sono cose per cui vale la pena di battersi. Anche se costano fatica. Anche se si rischia di perdere. Non conta il successo, conta la meta. Contano i compagni di strada con cui si condivide la battaglia. Conta la convinzione di fare la cosa giusta, non solo per sè ma anche per gli altri.

Civicum è una strada, una sfida dall’apparenza impossibile, che testardamente ci ostiniamo a raccogliere. I dati che abbiamo presentato sui Comuni e quelli sulle società da loro controllate sono importanti perché permettono un confronto tra città. Ma lo sono molto di più perché rappresentano lo sforzo comune di cittadini qualsiasi che vogliono attirare l’attenzione del paese sulla necessità della trasparenza. Più dei dati, ci interessa dimostrare agli italiani che è possibile occuparsi della cosa pubblica anche senza fare politica; più delle pagelle ai politici ci interessa mostrare loro che è possibile dare conto del loro operato ai cittadini, così come fanno i loro colleghi in altri paesi. Abbiamo un obiettivo: quello di introdurre in Italia, a partire dai Comuni, la pratica di una amministrazione pubblica che renda conto. Obiettivi definiti e quantificati, risorse dedicate, risultati ottenuti. Per discuterne abbiamo invitato al dibattito a Roma e sono venuti il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta e il ministro ombra Lanzillotta. Per ottenerlo dobbiamo muoverci sia a livello centrale sia nei Comuni, coinvolgendo Sindaci, Direttori Generali, Assessori e consiglieri comunali.

Abbiamo presentato i conti dei Comuni capoluoghi di regione. Ne hanno parlato giornali e televisioni. L’Espresso ci ha dedicato sette pagine, Libero la prima pagina, altri tantissimi articoli ( scaricabili dalla rassegna stampa del nostro sito www.civicum.it). Il Sindaco di Torino più volte è intervenuto sulla stampa locale perché è risultato il più indebitato. Quello di Palermo perché la sua città è quella che offre meno servizi ai cittadini in proporzione alle risorse a sua disposizione. A Bologna il Comune ha pubblicato un documento con il posizionamento della città rispetto alle classifiche di Civicum. Ma non basta.

Dobbiamo creare per ogni città un Rapporto Civicum sull’attività del suo Comune e presentarlo pubblicamente con gli amministratori e le associazioni di categoria e del volontariato cittadine. Per farlo abbiamo i dati e la competenza. Ora ci vogliono cittadini volonterosi nelle singole città che organizzino l’evento e che trovino gli sponsors. Chi è interessato ad impegnarsi si faccia avanti.

Stiamo scrivendo alla commissione parlamentare competente per chiedere una modifica nel testo del disegno di legge in discussione sull’efficienza della Pubblica Amministrazione. Vogliamo che questa legge importante imponga di inserire nei rendiconti annuali indicatori di efficienza ed efficacia. Ma non basta. Vi sono leggi fatte e mai applicate.

E’ giunto il momento di far capire a chi amministra per nostro conto la cosa pubblica con i nostri soldi, che vogliamo comprendere e valutare il loro operato. Non vogliamo fare processi a nessuno ma vogliamo realizzare un sogno: un paese in cui chi paga le tasse sappia che niente viene sprecato. Chi vota sappia cosa hanno realizzato gli amministratori uscenti. Chi lavora nella Pubblica Amministrazione sappia che sarà promosso per il merito e non per anzianità o conoscenze e perciò ritrovi il gusto del suo lavoro e il giusto prestigio sociale.

Per questo dobbiamo avere il coraggio di un gesto che renda più visibile la nostra richiesta. Discutiamone ma poi scegliamo. Ben vengano altre idee migliori. Propongo che il 2 giugno sera si mettano davanti alla sede del proprio Comune o del Parlamento candele accese come segno di luce e trasparenza che chiediamo ai nostri rappresentanti. Non sarà una protesta ma una festa. La festa della luce e di chi ha voglia di impegnarsi a migliorare questa Italia anche senza scendere in politica. Dovremo spandere la voce, internet sarà indispensabile. Se ci saranno tante candele. Se coinvolgeremo in questo pacifica manifestazione civica tutti i parlamentari e consiglieri che condividono la nostra battaglia (e se ci segneremo quelli che non ci saranno a fianco). Se non pioverà…. avremo dato una mano al miglioramento dell’Italia e quella sera, chi ci sarà potrà andare a letto un po’ più felice.