Più coscienza civica e fiscale in cambio di più efficienza
di ODILE ROBOTTI
Dec 22nd, 2008 • Categoria: Costume e Cultura, Fisco, Newsletter, Primo piano
Siamo al secondo posto nella classifica mondiale dell’evasione fiscale
Il Patto. Cittadini e Stato: dal Conflitto a una nuova civiltà fiscale di Dino Pesole e Francesco Piu parla di un nuovo modo di impostare la relazione tra cittadini e Stato ed è per questo, anzitutto, che ci interessa.
Il libro prende le mosse constatando come attualmente i rapporti cittadini-PA siano improntati al ribasso e, in larga misura, conflittuali. Da un lato, cittadini sfiduciati e insofferenti cercano di dare allo Stato il meno possibile evadendo il fisco. Dall’altro, lo Stato tollera, da parte della propria amministrazione centrale e periferica, situazioni di inefficienza, spreco e disservizio. Non solo: lo Stato non è nemmeno in grado di esercitare con incisività la deterrenza e la repressione del fenomeno evasivo, che ci vede, infatti, al secondo posto su 84 paesi nella classifica del Fondo Monetario Internazionale (stime 2002). Il “patto” attuale, insomma, vedrebbe scambiati laissez faire fiscale contro scarsa produttività e servizi scadenti della Pubblica Amministrazione.
Il tutto si fonderebbe, secondo gli autori, sullo scarso controllo sociale esercitato dagli stessi cittadini, per i quali il precetto “non rubare” sarebbe sottovalutato se applicato al fisco. La nostra capacità di giudizio morale, insomma, non opererebbe quando si tratta di comportamenti fiscali, al punto che la maggioranza delle persone mostrerebbe nei confronti degli evasori, invece di riprovazione, indulgenza, se non invidia.
Per interrompere il circolo vizioso, gli autori propongono un "patto" che richiami entrambe le parti alle proprie responsabilità avviando un cambiamento culturale profondo nel rapporto cittadini-Stato. Secondo la proposta di Pesole e Piu, la contropartita di una nuova coscienza civica e fiscale da parte dei cittadini sarebbe un incremento di efficienza e trasparenza da parte dello Stato. Nelle relazioni umane, come in quelle tra Cittadinanza e Stato, scardinare un patto consolidato, per quanto implicito, richiede che entrambe le parti comincino ad agire comportamenti diversi nella presunzione che la controparte rispetti, a sua volta, il nuovo patto. Purtroppo, la mentalità prevalente è quella di aspettare che lo Stato diventi più efficiente e quindi “meritevole” dei soldi dei contribuenti, per ritenere che le imposte debbano essere pagate integralmente. Ma attendere che il cambiamento venga dal lato dell’offerta non lo facilita perché l’inefficienza dell’apparato pubblico risulta correlata al livello di accettazione da parte dei cittadini. Se è vero ciò che si è visto in situazioni simili in altri settori, è probabile che stimoli provenienti “dal lato della domanda” siano funzionali nello spingere cambiamenti virtuosi.
L’idea interessante della “rivoluzione civile” proposta di Pesole e Piu, secondo me, è proprio che il cambiamento si fonderebbe tanto sul recupero di efficienza dello Stato quanto sullo “scatto di civiltà” di cittadini onesti e pienamente consapevoli dei propri diritti. Costoro, definiti “contribuenti totali”, si sentirebbero azionisti del cambiamento e sarebbero decisi a far valere i propri diritti a servizi di qualità. Sapendo che pagare molto qualcosa ce la fa valorizzare e aumenta il livello delle nostre pretese, possiamo presumere che il “contribuente totale” sarebbe un soggetto estremamente esigente: consapevole del proprio diritto a ricevere il meglio, lo pretenderebbe. Questo tipo di cittadinanza sarebbe due volte efficace: da un lato perché contribuirebbe il dovuto alle entrate fiscali, dall’altro perché incentiverebbe il miglioramento dei servizi pubblici.
Il libro presenta idee tutte da verificare e proposte provocatorie. Ciò che lo rende meritevole di essere letto, a mio parere, è la visione del rapporto cittadini-istituzioni su cui si fonda. E’ una visione fortemente positiva, di una relazione improntata alla fiducia reciproca e al desiderio di entrambe le parti di dare il massimo. Una visione molto vicina a quella di Civicum.