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ROMA SARA’ PRESENTE AL CIVICUM DAY ANCHE IL BILANCIO DEL SUO COMUNE E’ ORA ALL’ANALISI DEL POLITECNICO

dic 24th, 2008 • Categoria: Stampa

Ventiquattro ore dopo il lancio della newsletter n. 42 di Civicum, nella quale si comunicava che il bilancio consuntivo 2007 dell’Amministrazione del Campidoglio non sarebbe stato presentato con gli altri delle ventidue maggiori città italiane il 15 gennaio a Roma, perché non ancora pervenuto al dipartimento di ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, gli uffici competenti del Comune di Roma hanno inviato via e-mail il rendiconto 2007 approvato in extremis.

Il documento, che consta di 241 pagine, più numerosi allegati tecnici, è pervenuto oggi 23 dicembre intorno alle 11,30 ed è stato immediatamente inoltrato ai ricercatori del Politecnico. Essi hanno comunicato che, nonostante il ritardo, il bilancio del Comune di Roma sarà sottoposto all’esame e al confronto come tutti gli altri e dunque inserito nella ricerca.

Civicum ringrazia il Comune di Roma per la collaborazione a uno studio, che riguarda le amministrazioni civiche delle maggiori città italiano e viene realizzato nell’interesse dei cittadini e del buon rapporto fra loro e le Istituzioni, ed esprime la più viva soddisfazione per poter inserire il bilancio della Capitale nel più vasto approfondimento che sia mai stato fatto nel settore delle amministrazioni comunali.

MILANO, 23 dicembre 2008

Mission: per uno Stato più giusto

dic 4th, 2008 • Categoria: Mission, Stampa, Varie
“… dare un nostro contributo, limitato ma concreto, al miglioramento del nostro paese. La nostra non è una battaglia economica ma etica perché una Stato che non spreca è uno Stato più giusto, che ha risorse per i più deboli e per lo sviluppo. Siamo convinti che la trasparenza sia il grimaldello indispensabile per produrre nei cittadini il senso di appartenenza e nelle istituzioni la necessità di migliorare efficienza ed efficacia. In questo paese dove predomina l’individualismo e manca cultura civica e senso del bene comune, noi abbiamo una piccola-grande missione: quella di tenere alta una fiammella di speranza. Nel buio che a volte sembra inghiottire la nostra vita pubblica noi crediamo che le armi della luce prevarranno. Trasparenza vuole dire anche onestà, responsabilità, merito. Per questi valori vale la pena di impegnarsi, cominciando da noi stessi, con l’obiettivo di sapere di fare quanto possiamo per rendere l’Italia un paese di cui essere un po’ più fieri. Non possiamo però limitarci a dare il nostro contributo; anche in questo siamo chiamati ad essere leaders. Dobbiamo trovare le forme organizzative per permettere anche ad altri, a tutti quelli che lo vogliono, e sono di più di quanto si pensi, di impegnarsi con noi…” (dalla relazione del Presidente Federico Sassoli de Bianchi al Comitato Direttivo di Civicum –Milano, 22 luglio 2008)

Quattro anni per far partire la centrale elettrica

set 15th, 2008 • Categoria: Istruzione, Stampa

Lo ha rivelato Maurizio Chiarini, AD di Hera – Primati e curiosità dallo studio di Mediobanca su costi, qualità ed efficienza delle municipalizzate di sei Comuni

“Sapete quanto tempo ci vuole per mettere in funzione una struttura già ultimata? Per avviare una centrale elettrica da 80 megawatt, abbiamo aspettato otto mesi. Ora abbiamo quattro inceneritori pronti, anche collaudati ma aspettiamo il permesso dell’impatto ambientale”. Lo ha raccontato Maurizio Chiarini, amministratore delegato della Hera di Bologna nel convegno svoltosi il 24 gennaio presso la Camera di Commercio di Milano, dopo la presentazione dello studio realizzato per conto di Civicum da Gabriele Barbaresco e Fulvio Coltorti, dell’Ufficio Studi di Mediobanca, “Le società controllate dai maggiori Comuni italiani: costi, qualità ed efficienza”.

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Criteri oggettivi

Dopo il commento dell’economista Carlo Dell’Aringa, hanno discusso i dati della ricerca i rappresentanti d alcune controllate: Baldoni per la Arin di Napoli, Chiarini per la Hera di Bologna, De Luca per la Metronapoli, Foppa per l’Agenzia servizi pubblici di Torino, Razzini per la Veritas di Venezia, Senn per la MM di Milano, Martinazzi per la A2A di Milano.

Lo studio, giunto alla terza edizione, è stato messo a punto per monitorare con criteri oggettivi ed indicatori tecnici omogenei i costi, la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici locali. La ricerca riguarda le società controllate dai sei maggiori Comuni italiani – ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA e BRESCIA – che operano nei settori: ENERGIA, TRASPORTI LOCALI, IGIENE URBANA, SERVIZI IDRICI, AEROPORTI. Rientrano nella ricerca 39 aziende, esaminate nel quadriennio 2003-2006. Esse comprendono 17 imprese, anche non a controllo comunale, utilizzate come benchmark.

Interessante soffermarsi su alcuni dati particolarmente significativi per circostanze di attualità (come smaltimento rifiuti, servizi aeroportuali, aziende elettriche) o relativi a servizi pubblici di quotidiano impiego da parte della cittadinanza (acqua, trasporti locali), che offriamo come highlights.

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Dati significativi

L’acqua è vitale. Il nostro corpo è fatto all’80 per cento di acqua. Senza l’acqua non si fa agricoltura e non si producono alimenti. Senza l’acqua non ci sono alberi, quindi non ci sono foglie per depurare l’aria. L’acqua è destinata a diventare uno dei generi di assoluta necessità sempre più rari e sempre più cari. Eppure ne sprechiamo – o ce la facciamo portar via dai ladri di acquedotto – in quantità incredibili. Le abbiamo misurate. Complessivamente le aziende del settore idrico hanno perso (“non fatturato”) nel 2006 circa 870 milioni di mc d’acqua.

Alle tariffe correnti, questa perdita di acqua è pari a un valore di oltre 400 milioni di euro. In termini di valutazione socio-ambientale, con l’acqua perduta si sarebbero potuti distribuire 250 litri di acqua al giorno a 9,5 milioni di persone. In termini di acqua immessa, le perdite maggiori sono registrate dall’Acquedotto Pugliese: il 50,3%, cioè più della metà. Seguono, nella classifica degli acquedotti-gruviera, la rete di Trieste della ACEGAS-APS con il 38,6% e quella della romana ACEA, con il 35,4%. Gli acquedotti-cassaforte, cioè con le perdite più basse, sono quello della MM Milano che perde soltanto il 10,3% e quello della ARIN di Napoli che perde il 18,3%.

L’AQP, cioè l’acquedotto pugliese, ha anche le perdite per abitante più elevate: 184 litri al giorno. La rete di Roma (ACEA) ha il record delle perdite giornaliere per km di rete (68 mc). In fatto di spreco di acqua l’Italia domina la scena in Europa: ne butta via il 14% più della Francia, il 36% più della Spagna, il 56% più della Gran Bretagna e il 311% più della Germania. Signori, vogliamo tappare questi buchi?

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Mobilità urbana

La mobilità urbana ed extra-urbana nelle popolose “cinture” con mezzo di trasporto pubblico collettivo rappresenta uno dei più complessi problemi delle aree metropolitane, al quale sono connessi quello dell’inquinamento atmosferico e quello economico sempre più sensibile con il rincaro dei carburanti. Di qui l’opportunità di seguire con particolare attenzione il settore del TPL, determinante per la “qualità della vita” nelle grandi città.

La progressiva congestione del traffico nei centri delle grandi città ha prodotto nel settore del trasporto pubblico locale una forte crescita dell’offerta di metropolitana: è stata, rispetto al 2001, del 18%.

Il contributo più sensibile a questo sviluppo è venuto da Milano e da Torino (apertura della nuova metropolitana). A Napoli l’offerta del servizio di trasporto pubblico ha i costi più elevati d’Italia. Fissato (come riferimento) a 100 il costo per offrire un posto su un mezzo pubblico della città vesuviana, altrove questo costo è sensibilmente inferiore: è pari a 62,2 a Roma, a 50,1 a Torino e Brescia, a 45,7 a Milano. Meno della metà di Napoli. Il maggior costo di esercizio comporta anche un maggiore finanziamento pubblico. Per ogni posto offerto, fatto 100 l’apporto di denaro pubblico a Napoli, altrove ne occorre molto meno: esso è uguale a 52 a Roma, a 45,6 a Torino, a 42,4 a Brescia e a 30,7 a Milano.

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Servizi aeroportuali

Ogni mezzo pubblico percorre mediamente 51.300 km all’anno a Roma, 48.100 a Milano, 41.700 a Torino, 37.500 a Napoli. I valori sembrano proporzionati all’ampiezza territoriale delle quattro città. Le società dei servizi aeroportuali sono aziende essenziali per la città moderna: un aeroporto efficiente vuol dire turismo, commercio, lavoro.

L’attenzione degli italiani è stata catturata in questi mesi dalla questione Malpensa-Fiumicino, conseguente alla crisi Alitalia. Ma una più attenta ricognizione fa scoprire sviluppi, investimenti, progressi di cui non si parla abbastanza. Lo scudetto degli aeroporti va a Caselle. L’aeroporto di Torino ha le migliori dotazioni strutturali (superfici, banchi check-in, nastri, toilettes, ecc.) per passeggero. Lo seguono quello di Bologna e Malpensa, che è più ricettivo di Fiumicino. Parola alle cifre, ecco la classifica: fatti pari a 100 i mq disponibili per passeggero a Torino, essi sono pari a 65 a Bologna, 60 a Malpensa, 33 a Linate, 25 a Fiumicino e 20 a Bergamo Orio al Serio.

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Fiumicino e Malpensa

Nel 2006 i due scali romani (Fiumicino e Ciampino) hanno fatto viaggiare più persone e merci (WLU) di quelli milanesi (Malpensa e Linate). Terzo aeroporto per volume di traffico è quello di Venezia. Il ritmo degli investimenti dà il polso della “aeroportualità” delle varie città. Negli ultimi quattro anni, gli investimenti di Bologna e Torino sono stati più del doppio di quelli di Milano, che a loro volta sono risultati doppi rispetto a quelli di Fiumicino.

Come dire che negli ultimi anni Bologna e Torino hanno investito in aeroportualità il quadruplo di Roma. Dopo Milano e Roma, un indicatore dell’assortimento internazionale delle destinazioni segnala il Marco Polo di Venezia Tessèra come l’aeroporto con la migliore offerta, prima di Orio al Serio (Bergamo) e Bologna.

L’igiene ambientale e la raccolta dei rifiuti rappresentano uno degli impegni più ardui di tutte le amministrazioni municipali. Se ne occupano di solito società controllate. Perché l’esito di tanto impegno è così diverso – come l’immondizia di Napoli ricorda – da una zona all’altra? Le cifre aiutano a cercare una risposta. Nel 2006 la percentuale più alta di raccolta differenziata è di Milano (39,9%), seguono Torino (37,5%), Trieste con Padova (35,6%) e Brescia (34,4%); indietro Genova (22,1%). Ultime Roma (18,6%) e Napoli (10,2%) .

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Vetro e lattine

A Roma tuttavia il record di raccolta della carta (52,3% della propria differenziata), seguita da Torino (43,7%). A Milano la maggiore raccolta di plastica (quasi il 9% della propria raccolta); a Milano anche la maggiore raccolta di vetro e lattine (20,8%). Il maggiore uso di inceneritori è a Trieste/Padova con ACEGAS-APS (78,8% dello smaltito), Brescia (68,6%) e Milano (52,5%). Venezia ha la maggiore produzione di CDR (combustibile da rifiuti) pari al 56,4%. Quasi tutto in discarica a Torino, Genova e a Roma dove il sito non è di proprietà della società (AMA), ma del Gruppo Cerroni.

A Roma e Napoli le società di igiene urbana non dispongono di strutture proprie per lo smaltimento e dipendono integralmente da terzi. Il costo medio della raccolta per abitante è massimo a Venezia (185 euro, per effetto del flusso turistico), seguita da Napoli (157 euro); è minimo a Brescia (70 euro).

Il costo per tonnellata raccolta è invece massimo a Napoli (281 euro), seguita da Roma (258 euro), minimo ancora a Brescia (114 euro). Dove la raccolta differenziata supera il 30% il costo medio per cittadino è più contenuto (120 euro contro 156).