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	<title>Comments for CIVICUM</title>
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	<description>CITTADINI E ISTITUZIONI INSIEME PER UNO STATO PIU' EFFICIENTE</description>
	<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 18:55:09 +0000</pubDate>
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		<title>Comment on Rapporto Civicum - Comune di Napoli by Fabio Pascapè</title>
		<link>http://blog.civicum.it/2010/07/20/rapporto-civicum-comune-di-napoli/#comment-694</link>
		<dc:creator>Fabio Pascapè</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 04:24:48 +0000</pubDate>
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		<description>Da cittadino vi sono molto grato per il lavoro che fate. Quello che avete redatto è uno strumento di crescita civica che ogni cittadino dovrebbe concoscere approfonditamente e portare in tasca come vademecum per valutare la qualità dei servizi di cui fruisce.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da cittadino vi sono molto grato per il lavoro che fate. Quello che avete redatto è uno strumento di crescita civica che ogni cittadino dovrebbe concoscere approfonditamente e portare in tasca come vademecum per valutare la qualità dei servizi di cui fruisce.</p>
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		<title>Comment on Rapporto Civicum - Comune di Firenze - Edizione 2010 by renato foresto</title>
		<link>http://blog.civicum.it/2010/06/16/rapporto-civicum-2010-comune-firenze/#comment-692</link>
		<dc:creator>renato foresto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 09:52:41 +0000</pubDate>
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		<description>I rendiconti 2008 e 2009 oggetto del Rapporto Civicum sulla gestione del Comune di Firenze riguardano quasi del tutto l' operato della precedente Amministrazione. Con il Bilancio di previsione di quest' anno del quale la nuova Amministrazione ha assunto esclusiva responsabilità denuncia una politica della spesa ordinaria - quella che serve per far funzionare il Comune che ogni anno ricade sui cittadini - profondamente cambiata. I servizi cittadini costeranno quest' anno 7 milioni in meno, ogni fiorentino risparmierà circa 20 euro sull' ultimo anno interamente gestito dalla precedente Amministrazione, il 2008. L' aspetto più rilevante della gestione Renzi é però l' abbattimento della " Spesa d' apparato " quella che Civicum chiama " Autogoverno "( Funzione n° 1 - Amministrazione generale ) tagliata in due anni di quaranta milioni, sette dei quali a sollievo dei cittadini e per il rimanente dirottato a su altre " voci " ritenute più produttive. I nuovi numeri di Firenze dimostrano in sostanza che nei Comuni é possibile fare grandi economie senza tagliare servizi bensì accrescendoli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I rendiconti 2008 e 2009 oggetto del Rapporto Civicum sulla gestione del Comune di Firenze riguardano quasi del tutto l&#8217; operato della precedente Amministrazione. Con il Bilancio di previsione di quest&#8217; anno del quale la nuova Amministrazione ha assunto esclusiva responsabilità denuncia una politica della spesa ordinaria - quella che serve per far funzionare il Comune che ogni anno ricade sui cittadini - profondamente cambiata. I servizi cittadini costeranno quest&#8217; anno 7 milioni in meno, ogni fiorentino risparmierà circa 20 euro sull&#8217; ultimo anno interamente gestito dalla precedente Amministrazione, il 2008. L&#8217; aspetto più rilevante della gestione Renzi é però l&#8217; abbattimento della &#8221; Spesa d&#8217; apparato &#8221; quella che Civicum chiama &#8221; Autogoverno &#8220;( Funzione n° 1 - Amministrazione generale ) tagliata in due anni di quaranta milioni, sette dei quali a sollievo dei cittadini e per il rimanente dirottato a su altre &#8221; voci &#8221; ritenute più produttive. I nuovi numeri di Firenze dimostrano in sostanza che nei Comuni é possibile fare grandi economie senza tagliare servizi bensì accrescendoli.</p>
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	<item>
		<title>Comment on Stampa 2010 by Anche nell&#8217;edilizia residenziale pubblica un&#8217;Italia a due velocità &#124; pratichesociali</title>
		<link>http://blog.civicum.it/stampa/stampa-2010/#comment-685</link>
		<dc:creator>Anche nell&#8217;edilizia residenziale pubblica un&#8217;Italia a due velocità &#124; pratichesociali</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2010 10:17:47 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la rassegna stampa relativa allo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] la rassegna stampa relativa allo [&#8230;]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on I dati sull’edilizia residenziale pubblica nei maggiori Comuni italiani by ermanno tarozzi</title>
		<link>http://blog.civicum.it/2010/05/13/i-dati-sull-edilizia-residenziale-pubblica-nei-maggiori-comuni-italiani/#comment-684</link>
		<dc:creator>ermanno tarozzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2010 10:05:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.civicum.it/?p=1093#comment-684</guid>
		<description>Un ottimo lavoro.Complimenti.
Chiederei l'autorizzazione a diffonderlo n nella sua versione PDF, citando la fonte, a studiosi, ricercatori  ecc., che fanno richiesta al Centro di documentazione dell'Acer di Bologna, di avere questo tipo di ricerche.
Gradirei avere un cortese cenno di riscontro.
Cordialità
Ermanno Tarozzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un ottimo lavoro.Complimenti.<br />
Chiederei l&#8217;autorizzazione a diffonderlo n nella sua versione PDF, citando la fonte, a studiosi, ricercatori  ecc., che fanno richiesta al Centro di documentazione dell&#8217;Acer di Bologna, di avere questo tipo di ricerche.<br />
Gradirei avere un cortese cenno di riscontro.<br />
Cordialità<br />
Ermanno Tarozzi</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on I rendiconti 2008 dei grandi comuni italiani a cura del POLITECNICO DI MILANO - prof. GIOVANNI AZZONE e dr.ssa MARIKA ARENA. Città analizzate: Bolzano, La Spezia, Trento, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Trieste, Venezia, Genova, Milano, Torino, Ancona, Firenze, Perugia, Catanzaro, Pescara, Potenza, Bari, Cagliari, Napoli, Palermo. by I comuni italiani sono lontani dalla trasparenza contabile &#124; MondoRaro, an independent free magazine from UK &#124; IT and Worldwide News</title>
		<link>http://blog.civicum.it/2009/11/26/i-rendiconti-2008-dei-comuni-italiani/#comment-683</link>
		<dc:creator>I comuni italiani sono lontani dalla trasparenza contabile &#124; MondoRaro, an independent free magazine from UK &#124; IT and Worldwide News</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:55:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] italiani sono ben lontani dalla trasparenza contabile. La Fondazione Civicum ha analizzato la chiarezza dei bilanci di 21 citta&#8217; con risultanti poco incoraggianti, se fossero lo specchio della realta&#8217; complessiva. Infatti [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] italiani sono ben lontani dalla trasparenza contabile. La Fondazione Civicum ha analizzato la chiarezza dei bilanci di 21 citta&#8217; con risultanti poco incoraggianti, se fossero lo specchio della realta&#8217; complessiva. Infatti [&#8230;]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Mario Camozzi by Rosa Dellepiane</title>
		<link>http://blog.civicum.it/2008/09/17/mario-camozzi/#comment-679</link>
		<dc:creator>Rosa Dellepiane</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 04:01:13 +0000</pubDate>
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		<description>Anche nell'aiuto al terzo mondo più della metà và sprecato. Mi trovo in sintonia con voi. Anche io nel mio piccolo voglio operare portando più efficenza nella trasparenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche nell&#8217;aiuto al terzo mondo più della metà và sprecato. Mi trovo in sintonia con voi. Anche io nel mio piccolo voglio operare portando più efficenza nella trasparenza.</p>
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	<item>
		<title>Comment on Prima riunione operativa dell’Accountability Club by cristina</title>
		<link>http://blog.civicum.it/2009/11/18/prima-riunione-operativa-dell%e2%80%99accountability-club/#comment-676</link>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 09:10:10 +0000</pubDate>
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		<description>E' possibile allargare il progetto a realtà diverse rispetto a quelle locali? I Ministeri o gli Enti pubblici come possono applicare questi modelli? Non è prevista una partecipazione di tali amministrazioni?Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile allargare il progetto a realtà diverse rispetto a quelle locali? I Ministeri o gli Enti pubblici come possono applicare questi modelli? Non è prevista una partecipazione di tali amministrazioni?Grazie</p>
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	<item>
		<title>Comment on Giulio Sapelli: “Un nuovo nemico ci insidia”di ODILE ROBOTTI by giangiacomo</title>
		<link>http://blog.civicum.it/2009/02/20/giulio-sapelli-un-nuovo-nemico-ci-insidia/#comment-672</link>
		<dc:creator>giangiacomo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 13:32:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.civicum.it/?p=508#comment-672</guid>
		<description>Segnalo sull’argomento due articoli dell’economista libertarian Filippo Matteucci ( il teorico della democrazia turnaria e dell’economia privatista ):

Principi di economia privatista

Il fallimento sia dell’economia pianificata sovietica, finita in miseria, mafia e prostituzione, sia dell’oligopolio statalista e dirigista tipico delle democrazie formali delegate, impone un rovesciamento, una rivoluzione copernicana del modo di pensare e strutturare la scienza economica. Se qualcosa non funziona in un sistema socioeconomico vuol dire che i governanti hanno commesso uno o più errori, che a un dato bivio pregresso è stata imboccata la strada sbagliata. 
Quanto ora detto vale a maggior ragione per l’Europa. Fino a meno di cento anni fa l’Europa, intesa come megasistema sufficientemente omogeneo di civiltà costituito dall’insieme dei Regni che la componevano, era la padrona del mondo, colei che aveva “la migliore probabilità di vittoria nella corsa allo sfruttamento delle ricchezze del globo”, per usare le parole dello Schmerb. I due decisivi errori al bivio che hanno portato quella che fu la Grande Europa all’attuale declino sono stati la svendita a poco prezzo dell’Impero Britannico e l’assunzione a principio di scienza del keynesianesimo.
…continua…
puoi continuare a leggere l’articolo qui:
http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html

e

Proprietà privata e proprietà pubblica dello stato in Hans-Hermann Hoppe

“Uno stato è un monopolio territoriale della coercizione, un’agenzia che può dedicarsi a continue violazioni istituzionalizzate dei diritti di proprietà e allo sfruttamento dei proprietari privati tramite esproprio, tassazione e regolamentazione.” Con queste stesse parole Hans-Hermann Hoppe apre i suoi due saggi “Élites naturali, intellettuali e Stato” e “L’economia politica della monarchia e della democrazia, e l’idea di un ordine naturale”. Nella definizione proposta da Hoppe lo stato viene visto come soggetto, come una entità autonoma rispetto agli individui e alle famiglie che agiscono in esso e tramite esso. Nel prosieguo dei due scritti lo stato verrà poi considerato come oggetto di un diritto - potere, quello di proprietà. Tuttavia già nel concetto anglosassone di “agency” viene adombrata quella strumentalità dello stato, caratteristica essenziale della concezione e identificazione dello stato come apparato o insieme di apparati.
…continua…
puoi continuare a leggere l’articolo qui:
http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&#38;IDArea=2&#38;dateReview=03-02-2009&#38;typeMenu=0&#38;showMenu=true&#38;showComments=true</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo sull’argomento due articoli dell’economista libertarian Filippo Matteucci ( il teorico della democrazia turnaria e dell’economia privatista ):</p>
<p>Principi di economia privatista</p>
<p>Il fallimento sia dell’economia pianificata sovietica, finita in miseria, mafia e prostituzione, sia dell’oligopolio statalista e dirigista tipico delle democrazie formali delegate, impone un rovesciamento, una rivoluzione copernicana del modo di pensare e strutturare la scienza economica. Se qualcosa non funziona in un sistema socioeconomico vuol dire che i governanti hanno commesso uno o più errori, che a un dato bivio pregresso è stata imboccata la strada sbagliata.<br />
Quanto ora detto vale a maggior ragione per l’Europa. Fino a meno di cento anni fa l’Europa, intesa come megasistema sufficientemente omogeneo di civiltà costituito dall’insieme dei Regni che la componevano, era la padrona del mondo, colei che aveva “la migliore probabilità di vittoria nella corsa allo sfruttamento delle ricchezze del globo”, per usare le parole dello Schmerb. I due decisivi errori al bivio che hanno portato quella che fu la Grande Europa all’attuale declino sono stati la svendita a poco prezzo dell’Impero Britannico e l’assunzione a principio di scienza del keynesianesimo.<br />
…continua…<br />
puoi continuare a leggere l’articolo qui:<br />
<a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.finanzaediritto.it');" rel="nofollow">http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html</a></p>
<p>e</p>
<p>Proprietà privata e proprietà pubblica dello stato in Hans-Hermann Hoppe</p>
<p>“Uno stato è un monopolio territoriale della coercizione, un’agenzia che può dedicarsi a continue violazioni istituzionalizzate dei diritti di proprietà e allo sfruttamento dei proprietari privati tramite esproprio, tassazione e regolamentazione.” Con queste stesse parole Hans-Hermann Hoppe apre i suoi due saggi “Élites naturali, intellettuali e Stato” e “L’economia politica della monarchia e della democrazia, e l’idea di un ordine naturale”. Nella definizione proposta da Hoppe lo stato viene visto come soggetto, come una entità autonoma rispetto agli individui e alle famiglie che agiscono in esso e tramite esso. Nel prosieguo dei due scritti lo stato verrà poi considerato come oggetto di un diritto - potere, quello di proprietà. Tuttavia già nel concetto anglosassone di “agency” viene adombrata quella strumentalità dello stato, caratteristica essenziale della concezione e identificazione dello stato come apparato o insieme di apparati.<br />
…continua…<br />
puoi continuare a leggere l’articolo qui:<br />
<a href="http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&amp;IDArea=2&amp;dateReview=03-02-2009&amp;typeMenu=0&amp;showMenu=true&amp;showComments=true" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.filosofiapolitica.net');" rel="nofollow">http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&amp;IDArea=2&amp;dateReview=03-02-2009&amp;typeMenu=0&amp;showMenu=true&amp;showComments=true</a></p>
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	<item>
		<title>Comment on I rendiconti 2008 dei grandi comuni italiani a cura del POLITECNICO DI MILANO - prof. GIOVANNI AZZONE e dr.ssa MARIKA ARENA. Città analizzate: Bolzano, La Spezia, Trento, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Trieste, Venezia, Genova, Milano, Torino, Ancona, Firenze, Perugia, Catanzaro, Pescara, Potenza, Bari, Cagliari, Napoli, Palermo. by renato foresto</title>
		<link>http://blog.civicum.it/2009/11/26/i-rendiconti-2008-dei-comuni-italiani/#comment-666</link>
		<dc:creator>renato foresto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 07:51:56 +0000</pubDate>
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		<description>Il successso raccolto da Civicum sulla stampa italiana é prova c he i servizi comunali non sono variabili indipendenti e che la strada per migliorarli é ancora lunga ma finalmente indicata.
La statistica dimostra però un andamento bizzarro del costo dei servizi saldato dai cittadini che solleva la questione della produttività ossia del rapporto costi / ricavi che caratterizza l' efficienza / inefficienza. Civicum ha dato molti elementi di giudizio e ne ha dato il costo esatto  ( Titolo 1 del bilancio ) ma penso che il contribuente chiamato tutti gli anni a saldarne l' importo  si ponga subito il quesito : - ma i servizi di cui godo valgono davvero tutti questi Euro ? La risposta anche se non risolutiva la si può trovare nella statistica dell' Istat che dà tra l' altro la media del costo dei servizi offerti da tutti i Comuni italiani. Nel 2001 costavano ad ogni contribuente 581 €, in crescita poi con il seguente tasso annuale : 14,6,20,20,1,28 giungendo così nel 2007 a 670, in totale + 89 € per abitante.
La sequenza di questi numeri ( che potremmo chiamare Test della stabilità ) indica ai contribuenti che il Comune-tipo italiano manovra i loro soldi con folle disinvoltura, che lo sviluppo della spesa non va al passo dello sviluppo dei servizi donde un deficit di efficienza. Da contribuente preso in giro vado allora a costruire con dati di bilancio del mio Comune e di altri il test della stabilità e ho cercato a lungo prima di trovare una accettabile continuità, del rispetto dei soldi degli altri. Chi come me é interessato a ricavare questo test del suo Comune non ha che da ricorrere alla banca dati del Mininterno, finanzalocale.interno.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il successso raccolto da Civicum sulla stampa italiana é prova c he i servizi comunali non sono variabili indipendenti e che la strada per migliorarli é ancora lunga ma finalmente indicata.<br />
La statistica dimostra però un andamento bizzarro del costo dei servizi saldato dai cittadini che solleva la questione della produttività ossia del rapporto costi / ricavi che caratterizza l&#8217; efficienza / inefficienza. Civicum ha dato molti elementi di giudizio e ne ha dato il costo esatto  ( Titolo 1 del bilancio ) ma penso che il contribuente chiamato tutti gli anni a saldarne l&#8217; importo  si ponga subito il quesito : - ma i servizi di cui godo valgono davvero tutti questi Euro ? La risposta anche se non risolutiva la si può trovare nella statistica dell&#8217; Istat che dà tra l&#8217; altro la media del costo dei servizi offerti da tutti i Comuni italiani. Nel 2001 costavano ad ogni contribuente 581 €, in crescita poi con il seguente tasso annuale : 14,6,20,20,1,28 giungendo così nel 2007 a 670, in totale + 89 € per abitante.<br />
La sequenza di questi numeri ( che potremmo chiamare Test della stabilità ) indica ai contribuenti che il Comune-tipo italiano manovra i loro soldi con folle disinvoltura, che lo sviluppo della spesa non va al passo dello sviluppo dei servizi donde un deficit di efficienza. Da contribuente preso in giro vado allora a costruire con dati di bilancio del mio Comune e di altri il test della stabilità e ho cercato a lungo prima di trovare una accettabile continuità, del rispetto dei soldi degli altri. Chi come me é interessato a ricavare questo test del suo Comune non ha che da ricorrere alla banca dati del Mininterno, finanzalocale.interno.it</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Reggio Emilia, la prima ad adottare il modello Civicum di rendiconto by Idee per il bilancio&#8230; &#171; VIGNOLA CAMBIA</title>
		<link>http://blog.civicum.it/2009/11/05/reggio-emilia-il-primo-comune-ad-adottare-il-modello-civicum/#comment-665</link>
		<dc:creator>Idee per il bilancio&#8230; &#171; VIGNOLA CAMBIA</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 00:50:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.civicum.it/?p=914#comment-665</guid>
		<description>[...] Il punto di riferimento è il Comune di Reggio Emilia, che attraverso la collaborazione con la Fondazione Civicum ha già realizzato interessanti progetti di partecipazione dei [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Il punto di riferimento è il Comune di Reggio Emilia, che attraverso la collaborazione con la Fondazione Civicum ha già realizzato interessanti progetti di partecipazione dei [&#8230;]</p>
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